Tutto il litorale agrigentino che va da Licata fino a Porto Palo di Menfi presenta già una serie di nidi di tartarughe Caretta caretta che sono stati individuati dal WWF e che vengono monitorati e salvaguardati dai tanti volontari quasi quotidianamente. In passato, a fine giugno, mai erano stati così numerosi soprattutto su ampie spiagge sabbiose. A comunicarci la presenza e l’ubicazione di questi nidi è stato Giuseppe Mazzotta, riberese, presidente del WWF Area Mediterranea sud-occidentale, che da anni sorveglia con una serie di collaboratori la costa che si affaccia sul Canale di Sicilia e che va da Trapani a Siracusa.
Sul litorale agrigentino il primo nido di tartarughe è stato individuato sulla spiaggia di Pisciotto di Licata dove il sito è stato ricoperto a protezione da una rete che ne indica il rispetto e la salvaguardia. Segue pure la spiaggia di Porto Empedocle dove già negli anni scorsi hanno nidificato numerose tartarughe. A ruota è il turno della spiaggia di Giallonardo, sul litorale di Realmonte, dove un nido è comparso già a metà giugno. L’area costiera, integrata nella riserva naturale di Torre Salsa, tra Siculiana e Montallegro, gestita dal WWF, presenta due nidificazioni, protette da retina. Proseguendo verso occidente, si passa a Sciacca, nei pressi di Capo San Marco, dove ogni anno ormai da decenni ormai, si verificano nidificazioni di Caretta caretta, nonostante la spiaggia sia frequentata da bagnanti la cui presenza non è molto gradita dalle tartarughe che per la nidificazione amano tranquillità e silenzio. Sul territorio di Menfi, i nidi sono stati individuati a Porto Palo, contrariamente al recente passato quando le testuggini erano solite fermarsi sugli arenili di Cipollazzo o Lido Fiori.
La Sicilia è già in testa alla classifica nazionale, allo stato attuale, con oltre una trentina di nidi, di cui molti presenti sulle coste di Ragusa e Siracusa. Su di essi vigilano i volontari locali del WWF Italia, la Guardia Costiera, con la collaborazione della Ripartizione Faunistica Venatoria, specie quella di Agrigento per competenza territoriale. Poi vi sono gli operatori autorizzati da Ministero dell’Ambiente che in Sicilia sono sei di cui tre agrigentini Gino Enzo Galia, Salvatore Bonsignore e Giuseppe Palilla.
“Le segnalazioni continuano ad arrivarci periodicamente – ci dice Giuseppe Mazzotta – chiediamo la collaborazione di cittadini e bagnanti per la salvaguardia dei nidi e per la schiusa delle uova che avviene in genere di notte quando la sabbia non è infuocata. Si calcola che per ogni nido possano essere presenti un buon centinaio di uova”.





