Caltabellotta: Domani ultimo spettacolo del presepe vivente per 1.800 visitatori

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Sono stati già migliaia i visitatori che hanno partecipato ai primi due appuntamenti con il Presepe Vivente di Caltabellotta che quest’anno, per la sua XXVII edizione, vede in scena per le vie dell’antico borgo 60 tra attori e musicisti diretti dal regista agrigentino Marco Savatteri. Domani sarà l’ultima puntata delle 4 giornate in uno spettacolo nello spettacolo di un borgo-gioiello, nel solco della tradizione del primo presepe vivente (nella foto di Lillo Di Giovanna) della Sicilia realizzato in un piccolo centro.

A numero chiuso gli ultimi due appuntamenti quello di ieri e di stasera. Lo scorso 26 dicembre, l’arrivo a Caltabellotta di circa 8.000 persone ha messo a dura prova la macchina organizzativa. Non tutti hanno potuto assistere alle rappresentazioni. Ineccepibile la decisione dell’amministrazione comunale, d’intesa con il comitato organizzativo, di limitare l’accesso a 1.800 spettatori per serata. L’obiettivo è di garantire a tutti una fruizione ottimale dello spettacolo, delle degustazioni e dei servizi a supporto, dai bagni alle navette. L’ingresso consente il percorso teatralizzato e quattro degustazioni della serata. L’evento, inserito tra quelli di massima rilevanza turistica dall’assessorato al Turismo della Regione Siciliana, vede la collaborazione di tutte le cinque associazioni della cittadina montana che, con presepe a cielo aperto, ha come partner Le Vie dei Tesori, del cui circuito dei borghi Caltabellotta fa parte.

Dice Marco Savatteri: “Puntiamo sulla ricerca dell’antico e del vero: nel presepe sono rappresentate le antiche tradizioni musicali, canti e novene recuperate da ogni parte della Sicilia e riportate in vita da attori e musicisti; in scena anche gli antichi mestieri con oggetti, costumi e azioni teatrali”. Dicono il sindaco e il vicesindaco Calogero Cattano e Biagio Marciante: “Siamo orgogliosi che Caltabellotta, con la storia, i monumenti e le bellezze, abbia regalato magiche emozioni a quanti vengono a trovarci”.