Ieri pomeriggio a Calamonaci è stato presentato il libro su Sebastiano Tusa, l’uomo che ha dedicato la sua vita a riportare la Sicilia al centro del Mediterraneo, considerandola un tesoro unico e ineguagliabile, in grado di fornire una lettura esaustiva delle dinamiche culturali che nei millenni hanno lasciato tracce indelebili.
Il presidente del Lions Club Ribera Giacomo Cortese ha ringraziato per la riuscita dell’evento il sindaco di Calamonaci Pellegrino Spinelli, il relatore Domenico Macaluso, ispettore onorario dei Beni Culturali della Regione Sicilia, il presidente del Consorzio Universitario di Agrigento Nenè Mangiacavallo e l’editore Angelo Mazzotta che hanno raccontato la carriera professionale ed alcune esperienze di vita e professionali vissute con l’uomo, l’archeologo e lo studioso Sebastiano Tusa.

Figlio dell’archeologo Vincenzo Tusa e di Aldina Cutroni, docente di Numismatica antica, si laureò in Lettere all’Università La Sapienza di Roma, dove si specializzò quindi in Archeologia orientale, con una tesi in paletnologia. Dirigente della Regione Siciliana, negli anni Novanta fu responsabile della sezione archeologica del Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro. Nel 2003, durante scavi da lui diretti a Pantelleria, vennero trovati tre ritratti imperiali romani.
Abbandonata la ricerca sul campo, si occupò di amministrazione dei beni culturali nei ruoli della Regione Siciliana, guidando la Sovrintendenza di Trapani. Nel 2004 venne nominato primo sovrintendente del mare da parte dell’assessorato dei Beni culturali della Regione Siciliana.
Organizzò missioni archeologiche in Italia, Pakistan, Iran e Iraq[5]. Nel 2005 guidò gli scavi a Mozia, riportando alla luce, sulla strada sommersa che conduce all’isola, alcune strutture identificabili come banchine. Nel 2008 realizzò un film documentario con Folco Quilici sulla preistoria mediterranea a Pantelleria. Gli scavi da lui promossi, e condotti sul campo da Fabrizio Nicoletti e Maurizio Cattani, avrebbero poi confermato il ruolo di Pantelleria come “crocevia per i mercanti” in epoca antichissima.
Nel gennaio 2010 venne nominato Socio onorario dell’Associazione Nazionale Archeologi. Sempre quell’anno passò a guidare la Soprintendenza di Trapani.
Nel marzo 2012 si candidò al consiglio comunale di Palermo nella lista di Futuro e Libertà per l’Italia ma non risultò eletto. Tornò quindi a dirigere la Sovrintendenza del mare della Regione.
L’11 aprile 2018 divenne assessore ai beni culturali dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in sostituzione di Vittorio Sgarbi, e lasciò la soprintendenza del Mare[9]. La sua nomina venne salutata positivamente





