Serve un museo cittadino nel quale esporre i cimeli dell’ex deportato nei lager nazisti Calogero Sparacino che è scomparso nel 2006, ad 86 anni di età. In questi ultimi anni gli istituti comprensivi “Navarro” e “Crispi” hanno realizzato dei progetti per la giornata internazionale della memoria e hanno celebrato l’evento con una mostra, con delle testimonianze e con la lettura di brani del libro di Sparacino “Diario di prigionia” del 1984.
Se all’interno di una delle istituzioni scolastiche sarà realizzato un museo permanente dei reperti, simboli della prigionia nei campi di concentramento di Nordhausen e di Mittelbau, dove l’ex falegname-bidello riberese è rimasto rinchiuso dal 1943 al 1945, allora in tanti potranno avere la possibilità di riflettere sull’olocausto che causò milioni di vittime innocenti.
Sparacino creò nella sua abitazione un piccolo museo, con un plastico del campo di concentramento, giornali, manifesti, divise di internato, filo spinato, lettere, bandiere, oggetti dei lager, ma alla sua scomparsa l’esposizione non fu mantenuta. La nipote paterna Caterina ha dato in prestito momentaneo ad una scuola i cimeli che dovrebbero trovare posto all’interno di un apposito museo. Potrebbe essere ristampato il libro sulla prigionia che dovrebbe diventare un’antologia scolastica e potrebbe essere proiettato per gli alunni il reportage del giornalista saccense di TRS Sino Mazza che nel 2005 ha intervistato l’ex deportato.





