Eraclea Minoa: Il mare invade la spiaggia, il bosco e gli stabilimenti balneari

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Il mare di Eraclea Minoa, sul litorale agrigentino che si affaccia sul Canale di Sicilia, con le sue periodiche correnti quotidiane, ha letteralmente inghiottito la sabbiosa spiaggia, ha invaso la grande pineta che si allunga per chilometri lungo la costa, tra Cattolica Eraclea e Montallegro, e ha messo a rischio la sopravvivenza di alcuni stabilimenti balneari la cui ristorazione, con diversi lavoratori occupati, è aperta tutto l’anno. Un dissesto naturale impressionante come mostrano le foto di ieri mattina.
L’allarme è stato lanciato, ormai da qualche anno da diverse associazioni ambientaliste, dal WWF a Marevivo, e proprio ieri dall’associazione agrigentina di Mareamico che denuncia come la spiaggia di Eraclea Minoa, ormai senza alcuna difesa naturale, è stata nuovamente aggredita e danneggiata dalla forza dei marosi che in circa 40 anni hanno inghiottito oltre 200 metri di sabbiosa e dorata spiaggia che un tempo era riparata da alte dune naturali che, con vegetazione mediterranea, impedivano gli attacchi del mare.


In questi giorni, l’acqua è entrata ancora una volta nel bosco che, creato negli anni ’50 dal Demanio Forestale della Regione Siciliana con la messa a dimora di migliaia di piante di pini e di eucaliptus, ha sradicato un’altra lunga fila di alberi che giacciono senza vita sul bagnosciuga. Un danno ambientale che procede gradualmente, in ogni stagione dell’anno, e che investe tutto l’ambiente naturale, ancora selvaggio ed incontaminato.
Perfino, alcuni locali della ristorazione, che con la spiaggia d’estate sono presi d’assalto da decine di migliaia di turisti che arrivano ad Eraclea Minoa, per la presenza della località archeologica con il suo teatro greco e l’abitato, sono stati danneggiati, costretti ad arretrare all’interno con onerose spese per trasferimento di attrezzature e di arredo. Vi sono ancora cavi telefonici ed elettrici in acqua, non si sa se dismessi.
Tutte le amministrazioni comunali di Cattolica Eraclea degli ultimi decenni hanno chiesto l’intervento dei governi regionali per bloccare l’erosione della spiaggia con la realizzazione di opere di contenimento dell’ azione dei marosi. Sono stati realizzati dei progetti per la messa in sicurezza del litorale con la costruzione delle barriere soffolte, sott’acqua, per bloccare e limitare i danni delle correnti marine. E’ stato difficile in questi anni trovare dei corposi finanziamenti, nonostante la presenza dei progetti.
Nell’autunno scorso, con le denunce delle associazioni ambientaliste e con i danni sempre più gravi arrecati alla spiaggia e alle strutture, la Regione Siciliana ha finalmente individuato un finanziamento corposo di oltre 4 milioni di euro che servirà per finanziare il progetto già pronto e redatto dall’amministrazione comunale. Ad oggi forse per qualche remora tecnica o amministrativa la situazione non si sblocca ancora, mentre il mare avanza inesorabilmente.