Il Consorzio di Bonifica 3 Agrigento versa in una condizione di grave criticità che, in assenza di
interventi concreti e strutturali, rischia di comprometterne definitivamente il ruolo strategico
all’interno del comparto agricolo. Senza un’azione decisa, infatti, ogni ipotesi di programmazione, ogni tentativo di ottimizzazione e qualsiasi progetto di sviluppo sono destinati a rimanere privi di concreta attuazione.
Lo affermano congiuntamente i tre sindacati della Flai Cgil, della Fai Cisl e della Fisba Uil che in una nota scrivono:
“Nelle more della riforma complessiva del comparto – attesa da tempo e non più rinviabile – si rende ormai indispensabile un intervento straordinario e diretto da parte della Regione, finalizzato
all’assorbimento e alla gestione della consistente massa debitoria accumulata dal Consorzio.

È necessario avere il coraggio di affermarlo con chiarezza: in assenza di un’azione straordinaria di
riequilibrio, il sistema è destinato a permanere in una condizione di crisi cronica, con effetti che si
tradurranno in un vero e proprio calvario gestionale e sociale”.
I tre sindacalisti Franco Colletti, Giovanni Giarrizzo e Leonardo Mulè sostengono che oggi, nonostante la presenza della risorsa idrica, è in forte dubbio che la stagione irrigua possa
essere affrontata con la necessaria serenità. I dipendenti con cui i sindacati quotidianamente si confrontano, così come le figure apicali a cui è demandato il compito di organizzare il lavoro, esprimono giornalmente forti perplessità sul buon andamento della stagione irrigua, evidenziando come non si trovino nelle adeguate condizioni operative e non dispongano della necessaria serenità per affrontarla.
La Cgil, la Cisl e l’Uil prevedono un quadro di forte criticità: il personale stagionale potrebbe non accettare di prendere servizio in assenza di garanzie certe sul pagamento degli stipendi. Diventa quindi imprescindibile che le risorse destinate a tale finalità siano già disponibili nelle casse del Consorzio.
In mancanza di tali condizioni – scrivono – si rischiano tensioni con l’amministrazione e, soprattutto, il concreto pericolo di compromettere l’avvio stesso della stagione irrigua.
A questa situazione si aggiunge un ulteriore elemento di fragilità: il rapporto con i fornitori è
fortemente compromesso dai ritardi nei pagamenti, che mettono a rischio la continuità delle
forniture di beni e servizi essenziali che potrebbe compromettere la capacità del Consorzio di
gestire efficacemente la stagione irrigua, aggravando ulteriormente la già difficile situazione
finanziaria e operativa.
A seguito dei diversi incontri già svolti con l’amministrazione del Consorzio, i tre sindacati
chiedono con urgenza un intervento da parte della Regione affinché venga individuato un percorso
concreto e risolutivo, capace di condurre, da un lato, alla definitiva soluzione delle criticità esistenti
e, dall’altro, a restituire serenità ai lavoratori — 328 a tempo indeterminato e 50 stagionali — ai
fornitori e alle loro famiglie.





