Ribera: L’Associazione Liberi Agricoltori scrive una lettera al presidente della Regione, agli assessori all’Agricoltura e all’Energia e a sette deputati agrigentini per la concessione dell’acqua di Gammauta all’Enel

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L’oggetto della nota riguarda la segnalazione urgente relativa alla scadenza della concessione di l/s 1000 medi annui di acqua per usi industriali all’Enel dal bacino di “Gammauta” nel territorio di Palazzo Adriano: rimodulazione o revoca in favore di usi potabili e agricoli, secondo le priorità stabilite dalla Legge.

L’Associazione Liberi Agricoltori, con sede in Ribera, paventa che i cambiamenti climatici fanno pensare ad una evoluzione verso una maggiore penuria di acqua per usipotabili, zootecnici/agricoli e industriali.

Scrive nella nota inviata a tutti e sette i deputati agrigentini che “la priorità stabilita dalla Legge è netta. Le ordinanze in tal senso non possono essere fatte soltanto nei periodi estivi, quando la mancanza di acqua è evidente, ma nei periodi in cui si può immagazzinare.

Alla luce dell’imminente scadenza della convenzione ormai prossima, l’Associazione invita le istituzioni a valutare la rimodulazioneo la revoca della concessione per favorire gli usi potabili e irrigui.

“Riteniamo fondamentale un Vostro interessamento – recita l’appello – per evitare il ripetersi delle situazioni critiche degli ultimi due anni nell’grigentino per le città e le campagne”.

Il presidente di Ala Dino D’Angelo, inoltre, offre una escrizione dei fatti e alcuni brevi spunti di riflessione.

“La priorità della Legge Galli è applicata per la diga Castello, dalla quale vengono derivati giornalmente, per

scopi potabili, 100/200 l/s, corrispondenti in un anno a 3/6 milioni di mc, mentre la rimanete parte viene

usata per scopi irrigui. Inoltre è notorio che esiste una bretella che, per gravità, dalla diga Gammauta, (quota 500 m s.l.m.,uso industriale) può veicolare alla Castello (quota 292 m. s.l.m.),per circa 100 giorni/anno,600 l/s.Volumi complessivi trasferibili superiori a 5 milioni di mc, compatibili con la capacità del bacino imbrifero di Gammauta che ha una estensione di 68,4 Km quadrati.

La diga “Gammauta” ha attualmente, al netto degli interrimenti, una capacità di invaso limitata (appena

500.000 mc),di molto inferiore alla portata del bacino imbrifero,mentre la “Castello” può immagazzinare

fino a 19 milioni di mc. La derivazione media annua di 1000 l/s dalla diga Gammauta è, da quasi 90 anni (60+30 dal rinnovo del 1999), fino al 01-04-2029, concessa a Enel che, dopo aver prodotto energia elettrica, rilascia l’acqua a quota 60 m.s.l.m. non più immagazzinabile negli invasi posti a quota superiore e pronta a raggiungere il mare. E’ quantomeno dispendioso sollevarla nuovamente!

Dopo quello che hanno vissuto città e campagne negli ultimi due anni, è arrivato il momento di rivedere o

revocare tale concessione in favore delle priorità stabilite dalla Legge!”

La richiesta prevede di

RIVEDERE

– prevedendo dei meccanismi automatici, senza bisogno di ordinanze, che stabiliscano, nel

periodo non irriguo, la derivazione tramite la Bretella dell’acqua dalGammauta alla Castello quando il

volume immagazzinato in quest’ultima scendesotto 11 milioni di mc.E’ in questo caso indispensabile

istallare un misuratore di flusso in entrata di Gammautai cui dati devono essere resi pubblici.

REVOCARE – totalmente in favore degli usi potabili e agricoli raddoppiando la bretella che, di fatto nel

periodo piovoso, potrebbe funzione come un bacino allacciato alla diga Castello, portandolo dagli attuali

103, 4 km quadrati (più 68,4 km quadrati di Gammauta) a 171,8 km quadrati.