Ben 850 automobilisti siciliani delle più diverse province hanno scritto, e inviato con pec, una lettera alla presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e al massimo dirigente dell’Anas Sicilia Nicola Montesano per chiedere una migliore transitabilità della strada statale 115 che attraversa la fascia costiera sicula, tra le province di Agrigento, Trapani, Caltanissetta, lambendo il territorio della provincia di Palermo. A sottoscrivere la lettera, per gli 850 volontari che fanno parte del gruppo whatsapp “I pendolari della SS 115”, è stato ieri l’amministratore Joseph M. Sirchia che circa un anno fa ha creato questo gruppo a cui continuano ad aderito centinaia di viaggiatori che per lavoro, studio, commercio, turismo percorrono ogni giorno l’arteria stradale che da Trapani arriva a Siracusa.
Il colossale incendio del 29 agosto scorso, in contrada Macauda, a metà strada tra Ribera e Sciacca, ha messo in ginocchio per oltre sei ore gli automobilisti di ben quattro province che hanno dovuto cercare, con l’aiuto delle forze dell’ordine e con centinaia di messaggi inviati via whatsapp, un percorso alternativo dal mare verso la montagna, percorrendo le strade provinciali che dal bivio di Verdura portano a Sant’Anna, a Caltabellotta e a Sciacca. Hanno dovuto affrontare quelli che l’hanno potuto, per evitare di rimanere imbottigliati sulla statale, un tragitto di oltre 60 chilometri. Per sei ore, fino a quando i vigili del fuoco non hanno spento le fiamme e messo in sicurezza l’arteria nazionale, i disagi patiti dagli automobilisti sono stati parecchi, specie per quelli che per lavoro dovevano raggiungere ospedali ed uffici, per i trasportatori che dovevano fare delle consegne e per quanti dovevano raggiungere gli aeroporti di Trapani e di Palermo. Perfino alcuni mezzi di soccorso hanno trovato intoppi sulla strada.

La lettera sottoscritta dagli automobilisti e inviata alle autorità auspica di individuare un percorso alternativo che snellisca il transito, rallentato dai mezzi pesanti, che spesso è bloccato dai continui incidenti stradali con vittime che accadono periodicamente su questo nastro di asfalto o da lavori in corso d’opera, spesso non preannunciati. Tutte le popolazioni della fascia costiera da decenni hanno chiesto inutilmente l’autostrada per chiudere l’anello della Sicilia.





