C’è un filo che unisce Calamonaci, Ribera e Marsala. Un filo fatto di passione, sacrifici, sorrisi e palloni calciati con la naturalezza di chi, nel calcio, ci è nata dentro. Su quel filo oggi camminano due giovanissime promesse: Francesca La Cascia di Calamonaci, classe 2012, e Alyssa Cacciabaudo di Ribera, classe 2013. Due ragazze cresciute nella Scuola Calcio Vincenzo Montalbano, oggi in forza al Marsala Calcio Femminile, dove stanno già lasciando un’impronta sorprendente.
Hanno iniziato da bambine, quando il campo era più grande di loro e il pallone sembrava quasi troppo pesante. Ma il talento, quando c’è, si vede subito. E loro lo hanno mostrato senza timori, giocando nelle squadre maschili, distinguendosi per coraggio, tecnica e personalità. Negli anni sono arrivati premi, riconoscimenti, applausi. E non è un caso: qualche tempo fa anche un’altra loro compagna, Federica Baiamonte, spiccò il volo verso il Palermo Calcio. Segno che alla Scuola Montalbano non si cresce solo calcisticamente, ma umanamente.

A guidarle nel loro percorso quotidiano ci sono due tecnici che credono nel lavoro silenzioso e nella crescita graduale: Pasquale Borsellino ex bandiera del Palermo Calcio e Giacinto Scorsone. Con loro, Francesca e Alyssa hanno imparato a trasformare il talento in responsabilità, la passione in disciplina, il sogno in un progetto. Il salto a Marsala porta la firma di Amabile Bonafede, figura storica del calcio femminile, capace negli anni 2000 di conquistare sei titoli nazionali con il Ribera. Un uomo che riconosce il talento a colpo d’occhio e che non ha esitato a scommettere su queste due ragazze.
E la risposta è arrivata subito: titolari, protagoniste, autrici di numerosi gol.
Francesca incanta: è una fantasista pura, visione di gioco limpida, dribbling che accende la partita.
Alyssa convince: è una metodista intelligente, capace di interpretare più ruoli con maturità sorprendente per la sua età. Già, l’età. Perché nel Marsala giocano sotto categoria, in un campionato Under 15 che non sembra intimidirle affatto. Anzi, sembra esaltarle.
Il loro percorso è una storia che emoziona perché parla di futuro. Un futuro che nasce nei campi di provincia, tra allenamenti al tramonto, genitori sugli spalti e tecnici che credono nel valore educativo dello sport. Un futuro che oggi ha due nomi: Francesca e Alyssa.
E chissà dove le porterà questo viaggio. Ma una cosa è certa: il loro cammino è appena cominciato, e già profuma di qualcosa di grande.





