Ribera: Ricordando Giovanni Falcone, Buscemi Cgil e sindaco Ruvolo sottoscrivono un patto per la legalità

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Una mattinata intensa, partecipata e carica di significato quella vissuta oggi a Ribera, nel Parco di Piazza Zamenhof, in occasione della manifestazione “Un albero per Falcone, un albero per la legalità”, promossa dalla CGIL Agrigento nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci del 23 maggio 1992.

A rendere particolarmente significativa l’iniziativa è stata la presenza di tanti giovani, tra cui quelli dell’Istituto Superiore Crispi, numerose ragazze e studenti che nel corso dell’anno hanno approfondito nelle scuole i temi della legalità, della memoria e della lotta alla mafia. Presenti anche gruppi scout, cittadini, associazioni e rappresentanti del mondo culturale e sociale del territorio, in un clima di partecipazione autentica e condivisa.

Ad aprire i lavori è stata Caterina Sparacino, responsabile della Cgil di Ribera, che ha spiegato le motivazioni e il ricordo della cerimonia. Ad intervenire per primo è stato il sindaco Matteo Ruvolo, che ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria di Falcone e Borsellino, trasformandola in educazione civica quotidiana e attenzione verso i giovani.

Si sono poi susseguiti altri interventi, tra cui quello del presidente di RiberaLab – Laboratorio di Cittadinanza Attiva APS Giuseppe Ruvolo, che ha donato una targa in occasione della manifestazione, successivamente appesa all’Albero di Falcone, un alto ficus di pazza Zamenhoff. Nel suo messaggio Ruvolo, intervallando la lettura di alcuni brani letti dai giovani sl magistrato Falcone, ha focalizzato il valore quotidiano della legalità, definita non soltanto come principio da difendere nei tribunali, ma come pratica da coltivare nella scuola, nelle famiglie, nelle istituzioni e nella comunità.

Presente anche i segretari regionali e provinciali della CGIL, Alfio Mannino e Alfonso Buscemi, che hanno ribadito il valore della partecipazione collettiva e dell’impegno sociale come strumenti fondamentali per contrastare ogni forma di illegalità e sopraffazione, puntando sul valore della cultura per combattere la mafia. Durante l’evento sono stati letti alcuni brani da parte dei volontari di RiberaLab, estratti da libri dedicati ai temi della mafia, della giustizia e dell’impegno civile, offrendo momenti di riflessione e partecipazione attiva.

Nel corso della mattinata è stata inaugurata una targa commemorativa con la scritta “Un albero per Falcone, un albero per la legalità” ed è stato firmato, dal sindaco Matteo Ruvolo e dal segretario provinciale della Cgil di Agrigento Alfonso Biscemi, un patto civico per Ribera, quale impegno simbolico e concreto in favore della cultura della legalità, della partecipazione e della responsabilità condivisa. Nel testo letto durante la cerimonia si è parlato della necessità di educare al rispetto degli altri, alla libertà di pensiero e alla capacità di scegliere da che parte stare, contrapponendo “il fresco profumo della libertà” al “puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

Particolarmente intenso il momento conclusivo affidato all’arciprete don Giuseppe Argento che, nel suo intervento, parlando della mafia, ha voluto distinguere tra “la mafia che uccide” e una mafia più silenziosa, definita da lui stesso “soft”, che magari non arriva alle armi, ma riesce comunque a distruggere psicologicamente le persone, insinuandosi lentamente nella vita quotidiana, nelle relazioni e perfino nelle famiglie. Un richiamo forte alla necessità di riconoscere anche quelle forme meno visibili di violenza, pressione e condizionamento che continuano a minare il tessuto sociale.

Una manifestazione che, attraverso la presenza dei giovani, delle associazioni e delle istituzioni, ha voluto trasformare il ricordo in responsabilità collettiva, riaffermando il valore della memoria come seme di futuro. Nel corso della cerimonia sono intervenuti pure con brevi messaggi Rosaria Spataro, Matteo Lo Raso, Enzo Vella,

EMANUELE MICELI