Si allungano i tempi per conoscere le quantità d’acqua che potranno essere assegnate dalla Regione Siciliana all’agricoltura per evitare la perdita della produzione agrumicola e ancora più grave la morte di milioni di piante. Slittano di settimana in settimana le decisioni che a Palermo devono essere adottate dalla cabina di regia per l’emergenza idrica, dall’Ati Ag e da Siciliacque. Nell’incontro di lunedì scorso non è stato adottato alcun provvedimento. La riunione è stata rinviata a stasera (venerdì) e all’ultimo momento si è saputo che il summit tecnico-politico è stato aggiornato alle ore 16 di lunedì prossimo.
Gli agricoltori sono parecchio adirati per la mancanza di decisioni, dato che era stato comunicato loro che non c’era più acqua irrigua, mentre continuano inascoltati i quotidiani appelli di 12 sindaci del comprensorio dei Monti Sicani, con in testa il primo cittadino di Ribera Matteo Ruvolo, i quali sostengono che l’acqua per una terza parziale irrigazione, anche 200 mc ad ettaro, c’è nella diga Castello di Bivona che potrebbe essere sgravata dall’uso potabile in quanto le popolazioni potrebbero rifornite con l’acqua delle dighe di Piano Leone di Santo Stefano Quisquina e del Fanaco di Castronovo di Sicilia, ad indirizzo esclusivamente civile, che hanno rispettivamente 2.835.000 mln mc e 2.732.163, con volumi utili per gli utilizzatori di 1.585.000 per il Leone e di 2.145.846 per il Fanaco.
Intanto, il comitato “Liberi Agricoltori” di Ribera ha confermato la programmata riunione del comparto per stasera, venerdì, alle ore 19 a La Palma per concordare le iniziative da adottare, qualsiasi sia la risposta della Regione. Della vicenda acqua di Ribera si stanno occupando con interrogazioni ed appelli anche gli onorevoli Ismaele Lavardera e Davide Faraone.





