E’ in programma alle ore 22,00 in piazza Generale della Chiesa. La tragedia viene proposta dall’associazione culturale “Hunter Adams”, dal comune d Alessandria della Rocca e dalla compagnia teatrale “Turi Ferro”. Giovani attori non professionisti tutti del posto reciteranno sul palco.
La regia è di Tonino Pendino che così scrive nel progetto: “L’idea innovativa alla base di questa produzione consiste nel tradurre l’Andromaca nella variante dialettale “sciannirisi”, tipica del comune di Alessandria della Rocca, con l’obiettivo di rendere la tragedia più accessibile e toccante per il pubblico locale. Il dialetto siciliano, con la sua potente espressività e le sue sfumature linguistiche, rappresenta un veicolo ideale per trasmettere la ricchezza emotiva e drammatica del testo antico. Questa traduzione valorizza non solo la lingua, ma anche l’identità culturale della Sicilia, che per secoli ha fatto del dialetto il mezzo attraverso cui esprimere la propria anima, le proprie storie e le proprie emozioni.
Il nostro progetto si propone di:
• Rendere contemporaneo un classico del teatro greco, riportando in vita la complessità emotiva e psicologica di un’opera millenaria, rinnovata attraverso l’uso del dialetto siciliano.
• Preservare e promuovere il patrimonio linguistico locale, mettendo in luce la bellezza e la ricchezza espressiva del siciliano, una lingua capace di trasmettere non solo il passato, ma anche sentimenti universali e moderni.
• Creare una connessione emotiva con il pubblico siciliano attraverso la forza evocativa del dialetto, che permette agli spettatori di immedesimarsi più profondamente nei personaggi e nei loro conflitti interiori.
Perché Tradurre Andromaca in Siciliano?
La tragedia di Euripide affronta temi universali che risuonano ancora oggi: la guerra, la schiavitù, la condizione della donna, la lotta per la dignità umana, l’amore e il tradimento. Questi temi, trattati con un linguaggio accessibile e vicino al sentire del pubblico locale, acquistano una nuova vita.
Tradurre Andromaca in siciliano non è solo un esercizio linguistico, ma un atto di resistenza culturale. In un’epoca in cui le lingue locali sono minacciate dall’omogeneizzazione linguistica, il nostro progetto vuole essere una celebrazione del dialetto come portatore di identità e memoria storica. Il dialetto “sciannirisi”, in particolare, possiede una musicalità e una capacità espressiva che amplificano la drammaticità del testo originale, facendo emergere con forza le emozioni delle protagoniste”.





