Iniziare subito la campagna irrigua nei 13 mila ettari di frutteto del comprensorio occidentale della provincia. E’ stato questo l’imperativo categorico venuto fuori ieri mattina dal consiglio comunale straordinario e aperto di Ribera convocato dal presidente Angileri per affrontare la crisi idrica che sta mettendo in ginocchio l’agricoltura. Tre ore di intenso dibattito e di infuocati interventi hanno evidenziato come manchi la programmazione irrigua del consorzio di bonifica Ag 3 per i cui dirigenti sono state chieste, a viva voce e da tutti gli oratori, agricoltori, amministratori comunali, sindacalisti, forze politiche, le immediate dimissioni perché “incapaci di gestire la situazione irrigua”.

La seduta consiliare è stata molto partecipata grazie alla presenza degli agricoltori, degli amministratori comunali, degli onorevoli Carmelo Pace e Margherita La Rocca Ruvolo, dei sindaci di Calamonaci e di Montevago Spinelli e Ruvolo. E’ stata fatta rilevare più volte l’assenza degli altri deputati della provincia e sopratutto dei vertici del consorzio di bonifica da cui tutti si aspettavano chiarimenti ed impegni sulla campagna irrigua che tarda a cominciare. Sarà redatto un documento unitario da inviare al presidente della Regione Schifani e si guarda con speranza alla convocazione dei sindaci ad Agrigento voluta dal prefetto Caccamo per le ore 10 di domattina dove si parlerà di irrigazione e della mancanza degli stipendi dei 220 dipendenti del consorzio irriguo. Tra agricoltori, amministratori, politici e cittadini sono intervenuti Augello, D’Angelo, Ganduscio, P. Siragusa, Costa, Baiamonte, Di Caro, Colletti, Borsellino, Tortorici, Mulè, Cibella, E. Siragusa, Spinelli, Inglese, Miceli, Ciancimino, La Rocca Ruvolo e Pace.






