I lavoratori del Consorzio di Bonifica 3 Agrigento denunciano con forza l’inaccettabile situazione in cui si trovano a operare, abbandonati dall’ente che dovrebbe tutelarli. Da tre mesi non ricevono lo stipendio, senza alcuna comunicazione ufficiale o garanzia su quando verranno corrisposti gli arretrati. Nel frattempo, le condizioni di sicurezza continuano a essere gravemente compromesse, con i lavoratori costretti a operare senza le minime tutele previste dalla legge.
STIPENDI NON PAGATI: TRE MESI DI SILENZIO
I dipendenti del Consorzio sono ormai al terzo mese senza stipendio, una situazione insostenibile che sta mettendo in ginocchio intere famiglie. A oggi, nessuna risposta ufficiale è stata fornita sulla tempistica dei pagamenti. Questo atteggiamento irresponsabile e omissivo sta generando gravi difficoltà economiche per i lavoratori, che si vedono costretti a sopportare il peso dell’incapacità gestionale dell’ente.

SICUREZZA IGNORATA: MOTOPOMPE DI CONTRADA PICCILIDDA E POGGIODIANA A RISCHIO
Oltre al mancato pagamento degli stipendi, si aggiunge un’altra problematica gravissima: le condizioni di lavoro presso le motopompe installate in Contrada Piccilidda e Poggiodiana sono pericolose e del tutto fuori norma. I lavoratori sono costretti a operare senza alcun dispositivo di protezione individuale, senza formazione adeguata e senza ordini di servizio scritti, basandosi solo su disposizioni verbali.
In particolare, si segnalano le seguenti criticità:
• Assenza di ordini di servizio scritti, con indicazioni fornite solo verbalmente.
• Mancanza totale di dispositivi di protezione individuale per i lavoratori.
• Nessuna formazione specifica sui rischi legati alle operazioni da svolgere.
• Accessi non conformi alle norme di sicurezza, con strade pericolose e impraticabili in caso di maltempo.
BASTA SILENZI: I LAVORATORI CHIEDONO RISPOSTE IMMEDIATE
I lavoratori non possono più tollerare questa situazione di abbandono e chiedono immediatamente:
• Il pagamento degli stipendi arretrati.
• La messa in sicurezza delle aree di lavoro e la fornitura dei dispositivi di protezione individuale.
• L’adozione di ordini di servizio scritti per garantire trasparenza e tutela nelle operazioni.
Se nei prossimi giorni non arriveranno risposte concrete, verranno intraprese tutte le azioni necessarie per denunciare la grave condizione in cui il Consorzio sta lasciando i propri dipendenti.
I DIRIGENTI DEVONO ASSUMERSI LE LORO RESPONSABILITÀ: SE NON SONO IN GRADO DI GESTIRE IL CONSORZIO, CHE SI DIMETTINO.





