Le piogge, seppure sparute e lievi, fanno alzare gradualmente il livello delle dighe in provincia di Agrigento. Chi sta beneficiando attualmente delle precipitazioni atmosferiche è la diga Castello di Bivona che assicura tutto l’anno gli usi idrici civili di tanti comuni e per tutta la stagione estiva l’irrigazione dei frutteti di un quarto del territorio agrigentino. Oggi l’invaso bivonese della valle valle del fiume Magazzolo (nella foto) ha invasato quasi 5 milioni di metri cubi acqua, provenienti anche dagli affluenti, come il Gebbia, e soprattutto dalla traversa Gammauta che trasferisce in questi giorni natalizi 400 litri al secondo dalla valle del fiume Sosio-Verdura alla diga Castello. Le piogge hanno portato l’aumento della portata dell’adduttore da 70 a 100 litri, da 150 a 400 litri, in pochi giorni perché le fluenze e le sorgenti sono cresciute nel bacino imbrifero dei Monti Sicani grazie a piogge ed anche a nevicate.
L’invasamento è potuto aumentare gradualmente perché la centrale dell’Enel di San Carlo, sotto Gammauta, su disposizione del commissario per l’emergenza idrica in agricoltura della Regione Siciliana, ha fermato le turbine e non permettendo la produzione di energia elettrica sino al 5 maggio del 2025 per destinare l’acqua esclusivamente ad uso potabile ed irriguo. Sino ad oggi l’acqua destinata alle popolazioni agrigentine è stata di circa 110 litri al secondo per le 24 ore. Si calcola che, in un anno, a pieno regime per il dissalatore di Santo Stefano Quisquina, dal Castello ben 3 milioni di metri cubi vengano trasferiti nei serbatoi comunali di una dozzina di centri dell’Agrigentino centrale.
Tutti gli altri invasi del territorio provinciale, dal Castello al Prizzi e al Gammauta alla data del 1° dicembre scorso, secondo i dati comunicati dall’Autorità di Bacino della Sicilia, presentavano delle cifre in rosso perché dalle dighe vengono effettuati 24 ore su 24 i prelievi per usi potabili
agrigentini e della cittadina di Corleone. Poca invece l’acqua invasata nei laghi di Piano Leone a Santo Stefano Quisquina e nell’invaso del Fanaco, a ridosso di Castronovo di Sicilia, asciutti come non si verificava da oltre un decennio.
Dovrebbe migliorare l’accumulo dell’acqua prelevata dal fiume Verdura, in territorio di Ribera, in contrada “Poggio Diana” dove, con un finanziamento della Regione Siciliana, sono state acquistate due grosse motopompe per riempire i laghetti collinari privati e le vasche del consorzio di bonifica AG 3. Il sistema di pompaggio era stato attivato nei giorni scorsi, ma è stato sospeso in concomitanza con le festività natalizie e per permettere ai lavoratori della struttura consortile di raggiungere, in tutta sicurezza, l’alveo del fiume e di garantire la sorveglianza dei mezzi per evitare i furti delle pompe come è avvenuto negli anni passati. Una riunione tra i dirigenti del consorzio e i rappresentanti sindacali della Cgil e Uil si è svolta nei giorni scorsi ad Agrigento per sbloccare la situazione.





