Ancora difficoltà, a causa di alcune grosse perdite nella condotta idrica, per trasferire l’acqua ad uso irriguo e potabile, dalla traversa di Gammauta sul fiume Sosio-Verdura alla diga Castello di Bivona sul fiume Magazzolo. Nonostante gli sforzi quotidiani, con l’intervento di uomini e mezzi del consorzio di bonifica AG 3 per compiere le riparazioni, non si riesce ancora a trasferire l’acqua da un invaso ad un altro, come disposto la settimana scorsa dal commissario regionale per l’emergenza idrica in agricoltura Dario Cartabellotta.
Da lunedì scorso, quando sono state aperte le saracinesche della bretella Gammauta-Castello, non è stato possibile trasferire il prezioso liquido nella misura di circa 200 litri al secondodo, in passato utilizzato dall’Enel per produrre energia elettrica dalle due centrali sul fiume, perché lungo il percorso di oltre una ventina di chilometri e in diverse contrade sono stare registrate degli scoppi e delle copiose perdite dalle condutture e dai pozzetti, in forte pressione. E’ stata bloccata la rete con le manovre locali e sono state effettuate le riparazioni dei danni che si sono ripresentati poi un giorno dopo in altre contrade del territorio, lungo la rete.

Il problema è che la bretella, costata nei decenni scorsi qualcosa come 45 miliardi vecchie lire per trasportare per caduta naturale e a costo zero l’acqua nell’invaso bivonese, è stata ferma per anni, senza alcuna manutenzione, con i nodi che oggi sono venuti al pettine a causa della siccità. La mancanza di piogge non ha permesso di riempire le diverse dighe, Castello e Raia, oggi ai minimi storici di invasamento. Oggi migliaia e migliaia di agricoltori si augurano che le tubazioni della bretella tengano per trasportare, si spera, qualche milione di metri cubi d’acqua nella diga Castello, nella speranza che nel frattempo tornino le precipitazioni atmosferiche.





