Sul fiume Sosio-Verdura si fermano le centrali dell’Enel Green Power abilitate alla produzione di energia elettrica e l’acqua verrà subito dirottata e convogliata, per caduta naturale e a costo zero, alla diga Castello di Bivona da utilizzare per l’agricoltura, con milioni di piante a secco da messi per mancanza di piogge, e per le popolazioni agrigentine di tanti paesi che hanno cominciato il razionamento con la riduzione della quantità assegnata ai serbatoi comunali. La decisione è stata presa definitivamente ieri mattina nel corso del vertice, lungo il corso del fiume, di tutte le autorità istituzionali ed amministrative preposte all’erogazione e all’immagazzinamento dell’acqua.

Decine di migliaia di agricoltori e di cittadini hanno vinto la loro battaglia, condotta da settimane, se già lunedì mattina saranno aperte, come annunciato, le saracinesche dell’adduttore che, dalla centrale elettrica di San Carlo a nord di Burgio, potrà trasferire la preziosa acqua dalla traversa Gammauta alla diga Castello che a valle presenta 7-8 mila ettari di frutteto sotteso e a monte il depuratore di Santo Stefano Quisquina che alimenta i serbatoi di una dozzina di centri agrigentini, a cominciare dal capoluogo, ad uso potabile. L’acqua dovrebbe arrivare a Bivona in poco più di 24 ore.
Una corposa delegazione istituzionale nella giornata di ieri è risalita quasi dalla foce del fiume Verdura fino a Gammauta e lungo il Sosio, alle porte di Palazzo Adriano, dove l’acqua alimenta ogni giorno la traversa. Erano presenti al sopralluogo il commissario straordinario regionale per siccità ed emergenza idrica Dario Cartabellotta, tutto lo staff del consorzio di bonifica Ag 3 dal commissario e dal direttore Baldassare Giarraputo e Gigi Tomasino con il dirigente Pieralberto Guarino e diversi tecnici e responsabili zonali, gli amministratori comunali, assessori e consiglieri comunali dei paesi del comprensorio irriguo, con in testa il sindaco di Ribera Matteo Ruvolo, l’on. Carmelo Pace, i dirigenti del consorzio “Arancia di Ribera Dop” Salvatore Daino e Giuseppe Pasciuta, una corposa delegazione di agricoltori al seguito.

E’ stato annunciato che saranno acquistate o prese in locazione dal consorzio di bonifica tre pompe che solleveranno l’acqua dall’alveo del fiume Verdura, attraverso la centrale di Poggio Diana, per riempire i laghetti collinari nell’area di contrada “Martusa” e le vasche di smistamento. Si cercherà di trasferire l’acqua, se non si incontreranno ostacolibtecnici, fino al laghetto Gorgo di Montallegro. La situazione idrica sarà monitorata settimanalmente, attraverso il tavolo tecnico regionale, mentre gli agricoltori continueranno a sperare nelle piogge primaverili.





