Agrigento: Priorità dell’acqua del Sosio-Verdura per agricoltura e popolazioni per combattere l’emergenza in un vertice alla Regione Siciliana

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Si apre uno spiraglio, nonostante la siccità che imperversa, per l’utilizzo prioritario dell’acqua per usi irrigui nelle campagne dell’Agrigentino occidentale, e per usi potabili e destinazione civile per le popolazioni attraverso il prelievo forzato e potabilizzato del liquido pompato dalle dighe, al servizio di una decina di comuni del centro-orientale del territorio provinciale, i cui serbatoi comunali sono serviti anche dalla diga Castello, dal Leone e dall’invaso del Fanaco.

La buona notizia arriva da Palermo dove mercoledì sera si è svolto un vertice urgente alla Regione al quale, presieduto dall’assessore Sammartino, hanno preso parte i sindaci di Ribera, Lucca Sicula, Burgio, Villafranca Sicula e Bivona, rispettivamente Ruvolo, Dazzo, Galifi, Bruccoleri, Cinà il commissario Giarraputo e il direttore Guarino del consorzio di bonifica Agrigento, il neo commissario per l’emergenza siccità Cartabellotta, l’ing. Foti e l’on. Carmelo Pace.

Le rassicurazioni riguardano il settore agricolo e i cittadini sia con i provvedimenti urgenti dei prossimi giorni e sia con i progetti e programmi a media e lunga scadenza. A breve, se l’invaso di Gammauta si riempirà con l’afflusso dalle sorgenti, l’acqua, con la disponibilità dell’Enel che è concessionaria del servizio, sarà trasferita di volta in volta alla diga Castello di Bivona per uso irriguo e potabile. Le acque potabilizzate a Santo Stefano Quisquina, con quelle di Piano Leone, potranno evitare il razionamento della distribuzione civile per quei comuni consorziati.

A valle dell’invaso di Palazzo Adriano, ancora ricco di sorgenti attive, gli agricoltori saranno autorizzati in deroga al prelievo temporaneo dell’acqua dal letto del fiume Sosio-Verdura per riempire i laghetti collinari delle aziende agricole per tamponare la siccità. Così sarà evitato di scaricare l’acqua che, nel letto del fiume da Burgio a Ribera, attraverso i territori di Villafranca Sicula, Calamonaci e Caltabellotta, vada a finire inutilizzata a mare. E’ stato annunciato il recupero di ben 5 progetti idrici che erano stati bocciati dal primo esame dei finanziamenti del PNRR.

A medio e lungo termine è stato confermato l’arrivo di 800 milioni di euro dal ministero delle Infrastrutture e 280 dal Fondo Sociale di Connessione per progetti di infrastrutture irrigue del territorio. Sarà valutata la possibilità di potere riattivare i sistemi di pompaggio e sollevamento, Tragalleggi e Poggio Diana, dismessi da anni sul medio Verdura.

Intanto, consiglieri comunali, agricoltori, parroci e sindacalisti riberesi continuano a vigilare sul trasferimento dell’acqua per evitare la perdita a mare. Ieri, con le telecamere di Rai 3 Sicilia al seguito, hanno fatto il giro degli invasi e si sono fermati sull’alveo del fiume e dei torrenti pr segnalare l’acqua che si perde. Alcuni consigli comunali straordinari sono stati già convocati nei paesi dell’area, in vista del vertice istituzione in programma a Ribera sulle problematiche irrigue il 29 febbraio alle ore 19 al palazzo comunale.