La riforma dei consorzi di bonifica interessa in provincia 15 mila agricoltori

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Ha trovato vasta eco la notizia che, proveniente dalla Commissione Attività Produttive dell’Assemblea Regione Siciliana, presieduta da Gaspare Vitrano, interesserà in provincia di Agrigento la riforma dei consorzi di bonifica, che torneranno sotto il controllo diretto degli agricoltori tramite un consiglio di amministrazione, cancellando la gestione commissariale che tra alterne fortune va avanti ormai da decenni. Sarà uno dei problemi più importanti dell’economia perché il comparto agricolo che si serve dell’acqua per irrigare in provincia si aggira intorno alle 15 mila utenze in un vasto territorio che da Naro, Licata e Canicattì fino a Menfi e Sambuca di Sicilia, passando da Ribera, Sciacca e Bivona.

La riforma annunciata cancellerà il consorzio di bonifica Ag 3, come del resto tutte le altre strutture

consortili irrigue della Sicilia, e permetterà alle aziende agricole di gestire in proprio la distribuzione dell’acqua per l’irrigazione prelevata dalle dighe per un quantità che nell’Agrigentino varia tra i 35-40 milioni di metri cubi, a secondo delle temperature stagionali che hanno visto momenti torridi con maggiore consumo di acqua tra i floridi giardini, dagli agrumeti di Ribera e Sciacca, ai vigneti di Menfi, alle pesche di Bivona e di Lucca Sicula e all’ortofrutta di Licata.

Se l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino ha le idee chiare sul ddl che riformerà il sistema che andrà a prevedere la riduzione delle attuali 13 strutture consortili a 4 macro aree siciliane che saranno create sul principio dell’omogeneità dei bacini idrografici isolani. Manifestano, invece, perplessità centinaia di agricoltori che chiedono di conoscere la gestione economica del costo dell’acqua che graverà per interno sugli utenti. E’ vero che gli agricoltori non pagheranno più la quota fissa per i terreni cosiddetti sottesi, ma in tanti vorranno conoscere il prezzo che dovranno pagare per ogni metro cubo d’acqua che in questi anni si è rivelato davvero proibitivo.

Le forze sindacali esprimono perplessità sulla riforma che ad oggi presenterebbe dei punti “oscuri”. Il sindacalista della Cgil Franco Colletti di Agrigento puntualizza “che la riforma esprime delle criticità sul capitolo del personale sia quello di ruolo che quello stagionale, argomento che sarebbe stato bocciato in sede di redazione del ddl; vi sarà il problema non indifferente dell’azzeramento dei debiti dei vecchi carrozzoni che saranno posti in liquidazione”.

La pensa diversamente il presidente del consorzio di tutela Arancia di Ribera Dop Salvatore Daino che giudica “la riforma un obiettivo raggiunto che servirà, gestito pure dagli agricoltori, all’ammodernamento della struttura, eliminando disservizi e sprechi economici per la comunità agrigentina”

Anche il riberese Leonardo Mulè del sindacato della Uil, protagonista di alcune battaglie nei mesi scorsi quando i 180 impiegati di ruolo e i 220 lavoratori stagionali del consorzio Ag 3 non hanno percepito per diversi mesi lo stipendio, vuole conoscere “i criteri che saranno seguiti nel passaggio e nell’inquadramento dei lavoratori soprattutto quelli stagionali che rappresentano la forza vitale nell’erogazione dei servizi per la distribuzione dell’acqua”.

Gli agricoltori agrigentini chiedono, con la prossima nuova struttura, la programmazione anticipata della stagione irrigua perché se è vero che le nove dighe del territorio (Arancio, Castello, Prizzi, Gammauta, Gorgo, Fanaco, Furore, Leone e San Giovanni) riescono nel corso della stagione delle piogge ad invasare dai 70 ai 90 milioni di metri cubi d’acqua è anche vero che bisogna prepararsi alla eventuale siccità e alla calura che sul territorio aumenta di anno in anno.

Allo stato attuale, migliaia di coltivatori continuano ad irrigare i frutteti, nel periodo più delicato della crescita e maturazione degli agrumi. Fortuna che negli invasi oggi sono ancora disponibili circa 45 milioni di metri cubi d’acqua che risultano indispensabili e vitali non solo per l’agricoltura, ma anche per gli civici per popolazioni ed imprese. Pare che il servizio meteorologico non preveda piogge ancora per qualche settimana.