Migliorerà la distribuzione idrica ad uso esclusivamente irriguo nel comprensorio occidentale della provincia, nel bacino imbrifero dipendente dalla diga Castello di Bivona che annualmente invasa intorno ai 20 milioni di metri cubi d’acqua. Si tratta di un’opera della Regione Siciliana, assessorato all’Energia e Servizi di Pubblica Utilità, che è stata finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza relativamente al 1° tronco che va dal serbatoio bivonese fino alla diramazione “Tavernola”. La gara di appalto a procedura aperta è stata pubblicata il 5 luglio scorso e si chiuderà all’Urega entro la mezzanotte di domenica 6 agosto prossimo.
Il progetto prevede una spesa complessiva di 6.105.485,98 di euro che interesserà i territori dei comuni di Bivona e di Calamonaci, situati lungo l’alveo del fiume Magazzolo su cui insiste la diga la cui acqua alimenta agrumeti e frutteti posti a valle da Calamonaci, Ribera e perfino di Cattolica Eraclea e Montallegro, grazie all’interconnessione con il laghetto Gorgo di Montallegro. Il progettista dell’opera è l’ing. Fabrizio Cairone, la società di ingegneria SAI dell’ing. Giovanni Di Trapani, il responsabile unico del procedimento il dott. Giuseppe Lombardo e il dirigente del Drar Maurizio Costa.

Si tratta di un’opera pubblica che forse arriva con un po’ di ritardo rispetto ai gravosi problemi che in questi ultimi decenni la condotta di derivazione a valle, proveniente dalla diga Castello, ha creato al consorzio di bonifica Agrigento 3 che periodicamente è dovuto intervenire lungo la canalizzazione interrata delle contrade “Maidda” e di Calamonaci dove il terreno scosceso e franoso ha provocato danni alle tubazioni che sono state riparate periodicamente per evitare che tutta la vallata con le sue pregiate colture agrumicole, olivicole e di vigneto rimanessero a secco, con danni alle produzioni e alla stessa vita delle piante.
Saranno rifatti alcuni lunghi tratti della canalizzazione, scoppiati in passato per la forte pressione, saranno eseguiti lavori di sistemazione delle vasche, riparazione dei pozzetti di ispezione, saranno rifatti pezzi di condutture in tubi Dn da 1600 e create le strade di accesso nelle aree agricole delle proprietà “Ferlita” e “Giarratano”. Si calcola che tutta l’opera possa essere conclusa nel tempo di due anni dall’affidamento, stagioni invernali e piogge permettendo, data la natura scoscesa dei terreni interessati da dissesto idrogeologico e oggetto da accurate indagini geognostiche e geofisiche eseguite nell’estate di un anno fa.
A beneficiare dei lavori da eseguire saranno migliaia di agricoltori del comprensorio che avranno così per le prossime stagioni la garanzia dell’acqua ad uso irriguo.





