Salvatore Maria Sclafani è un giovane di 21 anni che ha lo sguardo del compositore dell’Ottocento. E’ un musicista raffinato con le idee chiare che si impegna ogni giorno nello studio del mandolino. Da bambino si è formato ascoltando la musica lirica. In questa intervista mi ha detto che è cresciuto a pane e Giuseppe Verdi. La sua visione della musica è romantica, la città nella quale preferirebbe suonare è Vienna. Girando con lui una domenica a Piazza Marina ho pensato che bisognerebbe investire molto sui giovani come lui, sul loro entusiasmo, sui loro sogni, sui loro occhi puliti. Salvatore quest’anno è stato selezionato da Avi Avital assieme ad altri 11 giovani mandolinisti provenienti da tutto il mondo per partecipare ad una Masterclass nella prestigiosa Accademia Stauffer di Cremona. E’ stato il primo mandolinista siciliano a varcare il cancello di questa prestigiosa istituzione. Ma andiamo a conoscere meglio Salvatore Maria Sclafani.

– Quando nasce la passione per la musica e quando hai scoperto le tue qualità musicali?
La musica nella mia vita ha sempre ricoperto un ruolo molto importante, ricordo che sin da piccolo i miei genitori mi portavano ad ascoltare molti concerti di musica classica e diverse opere liriche, d’altronde con mamma e papà artisti e scenografi non avevo scampo! Credo che le qualità musicali debbano essere in primis capite e in caso coltivate con attenzione, alla fine in un modo o in un altro le qualità vengono fuori! Ci tengo a sottolineare con attenzione perchè alle volte ci si trova davanti a persone che per fattori emotivi non hanno la capacità di esternare le proprie qualità in maniera serena, e ahimè ne so qualcosa…
– Perché hai scelto il mandolino, qual è il fascino antico di questo strumento?
Diciamo che fu il mandolino a scegliere me, ma andiamo con ordine! All’età di 11 anni cominciai a studiare violino con Raffaele Pullara (eccelso mandolinista, polistrumentista e compositore delle tue parti), presso il circolo Arci “Tavola Tonda” di Palermo. Ricordo, che fin dalle primissime lezioni ogni esercizio che suonavo veniva accompagnato col mandolino, tutto ciò per contestualizzare e capire la musica per non far pesare la tecnica. Nel giro di un anno passai definitivamente al mandolino, ricordo ancora il giorno in cui Raffaele mi diede il mio primo mandolino (strumento dal timbro dolce e delicato che dopo diversi interventi di restauro suono ancora) e lo stupore di mio padre vedendomi tornare con una custodia diversa… Da quel giorno il mandolino divenne il compagno di tante avventure!

– Un mandolino può salvare la Sicilia?
Il mandolino senza un supporto concreto da parte delle istituzioni può solo evocare antichi ricordi di una Sicilia e di un’Italia che ahimè comincia a sgretolarsi… La volontà e l’impegno non mancano, ma da soli non andiamo molto lontano! Durante il mio percorso ho avuto il piacere di lavorare e stare a stretto contatto con persone piene di energia che si battono ogni giorno per mettere la Cultura al primo posto e questo non può che farmi sperare il meglio per il futuro!
– Cosa resta nell’anima alla fine di un concerto quando si spengono le luci, le note corrono nell’aria e il teatro resta vuoto?
Di solito alla fine di un’esibizione dedico sempre qualche minuto a me stesso riflettendo su com’è andata… Dopo questo momento intimo scendo sempre con piacere dal palcoscenico e ascolto i pareri dei colleghi e del pubblico, di tanto in tanto col Teatro vuoto in fase di chiusura, mi è capitato di soffermarmi ad ammirare in religioso silenzio il luogo che mi ha ospitato, pensando ai tanti artisti che sono passati da lì prima di me.
– Hai ascoltato la musica lirica sin da bambino…
Assolutamente sì! Sono cresciuto a pane e Giuseppe Verdi e ne vado orgoglioso!
Ricordo ancora quando da bambino mi venne regalato un intero cofanetto con i dvd delle opere di Rossini, Donizetti, Verdi, Puccini… L’opera che ha fatto in qualche maniera da colonna sonora alla mia infanzia fu il Rigoletto di Giuseppe Verdi, in particolare il Rigoletto interpretato dal grande Leo Nucci. Rimanevo totalmente ipnotizzato dalla capacità espressiva e dalla presenza scenica di quest’uomo che con le sue interpretazioni ha fatto la storia del melodramma italiano!
– Musicisti si nasce o si diventa?
Musicisti si diventa… Lo si diventa dedicando anni allo studio e al perfezionamento delle proprie qualità tecniche, espressive ed emotive! Posso affermarlo con tanta chiarezza poiché finora ho avuto la possibilità di conoscere diverse persone, che nonostante il grande talento e le lodevoli capacità tecniche ed espressive vedevano lo studio “Accademico” come un ostacolo da cui stare ben lontani… Ovviamente come in tutti i campi ci sono le dovute eccezioni, e alle volte ci si trova ad imparare i “trucchi del mestiere” da chi il mestiere vero e proprio non l’ha mai esercitato.
-Cosa pensi mentre suoni, cosa succede nella tua mente, ti è mai capitato di aver paura di sbagliare una nota prima di un concerto?
Penso a tutto e a niente allo stesso tempo, mi passano per la testa i pensieri più disparati…
Penso alle diteggiature che uso, al suono che sta uscendo, all’acustica del luogo che mi ospita, al mio umore, alla responsabilità che ho quando suono… Mi piacerebbe molto poter dire che quando suono mi chiudo in me stesso e interrompo ogni connessione col mondo esterno, ma non è così… O perlomeno accede raramente, sicuramente mi lascio trasportare dalla musica che eseguo cercando di trasmettere le mie emozioni al pubblico. Mi è capitato tante volte di sbagliare qualcosa, ma fa parte del gioco! Secondo me bisogna guardare una composizione come l’esposizione orale di un determinato concetto o sentimento, anche se sbagli un termine il sunto del discorso lo trasmetti comunque.

– Con quali musicisti hai suonato e chi sono i tuoi musicisti di riferimento?
Ho avuto modo di condividere il palcoscenico con grandi artisti… Da Gidon Kremer a Salvatore Bonafede, dai Modena City Ramblers ad Ambrogio Sparagna …Dalla musica Classica al Jazz, dal Folk al Pop, ogni esperienza mi ha regalato emozioni nuove e mi ha fatto crescere, come persona e come musicista. Ho veramente molti artisti di riferimento, e non tutti sono conosciuti dal grande pubblico… Sicuramente tra questi non posso non apprezzare e menzionare il mio maestro: Emanuele Buzi. Un musicista che tramite il mandolino riesce ad esprimersi concentrando tutte le proprie peculiarità in una grande energia con la quale si approccia ai diversi stili e repertori.
– Hai sentito parlare dei barbieri maestri di musica?
Ne ho sempre sentito parlare da mio padre, originario di Caccamo e cresciuto a Mezzojuso. Mi raccontava della Sicilia degli anni 60/70 dove non c’era barberia che non avesse al suo interno chitarre, mandolini e fisarmoniche, mi piace pensare ai barbieri come importanti promotori di Jam session, nonostante la mia giovane età, capitò anche a me una volta di prendere un mandolino dal muro e divertirmi con persone molto più grandi, che durante l’attesa allietavano l’intera piazza con melodie e canzoni dal sapore antico.
– Com’è il tuo rapporto con gli altri musicisti?
Ho sempre visto il rapporto con gli altri musicisti, come una grande fonte di ispirazione e di confronto, e i miei colleghi e amici lo sanno bene! La cosa più bella è quando tra un musicista Jazz, un musicista classico e un musicista Folk si possano condividere: esperienze, dubbi ed opinioni, senza alcuna barriera tra i vari generi. Ed è proprio su questa linea di pensiero si basano i principi di “Ercta Collective”, l’ensemble del quale con grande piacere faccio parte dal 2020 che ha come scopo principale, l’unione senza barriere tra i vari generi musicali!
– E’ vero che gli artisti sono benefattori dell’umanità?
Rispondo a questa domanda riportando le prime frasi pronunciate dal maestro Riccardo Muti, durante il suo ultimo concerto di Capodanno a Vienna nel 2021.
“I Musicisti hanno nelle loro armi, Fiori. Non cose che possono uccidere. Noi portiamo Gioia, Speranza, Pace, Fratellanza, Amore con la A maiuscola”. Nient’altro da aggiungere.
– Perché gli uomini del nostro tempo sono diventati così violenti con le donne?
Viviamo in una società dove l’Amore e il rispetto tra le persone è solo un concetto teorico, e nella stragrande maggioranza delle volte viene male interpretato ed applicato… Inoltre deriviamo da secoli di società che per svariati motivi religiosi e “Culturali” risultavano profondamente maschiliste… Ahimè non posso rispondere concretamente alla tua domanda, essendo stato educato con principi e valori come: “ le donne non si toccano nemmeno con fiore” non riesco a capire cosa scatti nella mente di chi esercita la violenza… L’unica cosa che posso denunciare pubblicamente è che ad oggi nel 2023 si vive di tanti e tanti preconcetti che portano a discriminare anche e soprattutto in ambienti lavorativi le persone per il proprio sesso, per il colore della pelle, per le proprie idee, per la propria e legittima voglia di amare ecc… E questo nel 2023 è ridicolo!
– Qual è la città nella quale vorresti suonare?
Sicuramente Vienna! Una città che adoro e che ha fatto da baricentro per buona parte della storia della musica. Non nego però che mi ha sempre incuriosito il fatto di portare la mia arte nei luoghi dove anche lo stesso sistema musicale si è evoluto in maniera differente.
– E’ vero che il 2023 è l’anno del mandolino?
Esatto, dal 2008 in Germania il Deutscher Musikrat (Comitato Tedesco per la Musica) sceglie uno strumento da mettere sotto i riflettori per 12 mesi, e per il 2023 è stato scelto il mandolino! Ovviamente non posso che essere felice visto il grande numero di iniziative per promuovere lo strumento.

– Quante persone lo suonano nel mondo?
Il nostro è uno strumento che nel tempo si è diffuso nel mondo sotto varie forme, riuscendo a trovare il proprio spazio nelle diverse culture. In Italia ahimè siamo ancora troppo pochi… Ma come ho già accennato in un’ altra domanda basterebbe solo un pò più di interessamento da parte delle istituzioni, perchè la buona volontà e la professionalità di certo non mancano…
– Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Attualmente sto lavorando assieme ad alcuni giovani compositori alla creazione di nuova musica per mandolino. pian pianino cominciano a vedersi i primi risultati di queste collaborazioni e la cosa mi rende davvero felice. Inoltre ho appena finito di incidere il primo disco con gli Ercta Collective, una formazione che porto nel cuore, sulle quale ripongo tante delle mie speranze! Per il futuro mi auguro di raggiungere i miei obiettivi e di poter sempre esprimere le emozioni attraverso il mio fedele compagno di viaggio!

Biografia
SALVATORE MARIA SCLAFANI Nasce a Palermo il 7 Gennaio 2002, fin dalla tenera età coltiva una particolare passione per la musica, nel 2013 scopre il mandolino, strumento che lo affascina a tal punto da cominciarne lo studio. Nel 2016 entra a far parte dell’orchestra a plettro del Conservatorio A. Scarlatti di Palermo diretta dal maestro Emanuele Buzi, con la quale comincia la sua attività concertistica, contemporaneamente partecipa al progetto Artigiani Culturali e approfondisce l’aspetto etnomusicologico grazie all’attività con Ambrogio Sparagna.
Dal 2017, dopo l’incontro con il maestro Mauro Squillante si interessa alla musica antica studiando il periodo barocco, approfondendo la prassi storica ed il repertorio originale per mandolino, grazie a numerose masterclass e seminari sull’argomento. Collabora con importanti enti lirico/sinfonici come il Teatro Massimo di Palermo. Si esibisce in diverse formazioni musicali che variano dalla musica antica a quella contemporanea. Nel 2019 comincia la sua collaborazione con la storica orchestra a Plettro Città di Taormina, sotto la direzione del maestro Tonino Pellitteri.
Dal 2020 è membro effettivo dell’Ercta Collective, ensemble che si occupa della sperimentazione sonora, affiancando strumenti tradizionali a nuove tecnologie. Nello stesso anno, partecipa alla VI edizione della Riccardo Muti Italian Opera Academy dedicata allo studio del Verismo musicale tramite le opere: Cavalleria Rusticana e Pagliacci. Particolarmente sensibile alla sperimentazione di nuove consonanze tra i diversi strumenti nel 2021 continua il meticoloso lavoro di ricerca con la violoncellista Sara D’Amato, la cui collaborazione porterà alla nascita del progetto “700 Napoletano”. Il 5 novembre il comune di Palermo gli consegna la “Tessera Preziosa del Mosaico Palermo” sotto la menzione del Presidente della Repubblica Italiana al video “ Ricorda cosa ti hanno fatto ad Auschwitz”. Nello stesso anno, frequenta i corsi di Alto Perfezionamento Mandolinistico con Carlo Aonzo a Palermo e con Dorina Frati a Livorno. Il 2022 si apre con la prima pubblicazione discografica degli Ercta Collective (Cecilia & Other Songs) in coproduzione con “The Joy Duo” e “Cecilia Associazione”. In seguito all’invasione russa in Ucraina, il 30 Aprile 2022 partecipa al concerto di beneficenza per la pace in Ucraina presso il Teatro Antico di Taormina condividendo il palco con: Gidon Kremer, Alexey Botvinov, Gediminas Gelgotas e la New Idea Chamber Orchestra. Nel mese di agosto partecipa ad una tournée in Valtellina con l’orchestra a Plettro Città di Taormina nell’ambito della rassegna “ Le Altre Note” con concerti a Livigno, Tresivio e Valdisotto. Nello stesso anno partecipa al “Creative Associates Program” presso l’Accademia Stauffer di Cremona, perfezionandosi sul repertorio per mandolino e archi sotto la guida di Avi Avital.
Ha effettuato inoltre registrazioni per la RAI (Radiotelevisione Italiana) e SKY Cinema (Sky Group Limited). Ha partecipato ad importanti rassegne musicali come: IN Visibilia, Parole, Immagini, Suoni del Sacro, Estate a Napoli 2018, Sponde Sonore 2018, Taormina Film Fest 2019 e 2022, V edizione di Castelbuono Classica, XI edizione del Livorno Music Festival, The Sound of Peace ed alla XII edizione di Palermo Classica.





