Il sindaco di Ribera Matteo Ruvolo incontra martedì 13 dicembre, alle ore 11, il comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza per fare il punto sulla situazione che ultimamente ha caratterizzato la vita sociale della cittadina dove sono accaduti, tra i mesi di ottobre, novembre e continuano pure a dicembre, fatti malavitosi che crescono e preoccupano la popolazione. Il primo cittadino aveva chiesto qualche settimana fa un incontro al prefetto di Agrigento Maria Rita Coffiufa per attenzione una situazione che fa registrare episodi continui a danno di cittadini non solo nel tessuto urbano, ma anche nelle campagne. Al vertice prenderanno parte i responsabili provinciali delle forze dell’ordine del territorio, dai Carabinieri alla Polizia di Stato e alla Guardia di Finanza.
C’è stata negli ultimi tre mesi una recrudescenza di fatti malavitosi che hanno visto un via vai di cittadini dalla tenenza dei carabinieri in via Bellini per presentare le denunce. La collettività riberese, tradizionalmente tranquilla, civile ed accogliente, è rimasta turbata da una serie di episodi che hanno portato a furti nelle abitazioni non solo a Ribera, ma anche nella località turistica di Seccagrande, incendi, intimidazioni, vendette, furti nelle campagne, raggiri economici e ultimamente risse, con feriti, in piazza, all’interno della nutrita colonia di extracomunitari provenienti dal Nord Africa.

I carabinieri della locale tenenza hanno intensificato i controlli urbani, ma le indagini ad oggi non hanno sortito risultati per individuare i responsabili dei misfatti che in buona parte accadono di notte, con il favore del buio. Ha impressionato molto i riberesi come si continui a subire danni nelle case e perfino nelle campagne. Un giovane agricoltore riberese ha denunciato il furto di circa 100 quintali di arance sulla SS 115, in contrada Vizzì, in agro di Cattolica Eraclea.
A Seccagrande, la borgata balneare, i ladri, non potendo entrare nel locale di ristorazione, hanno portato via perfino le sedie in plastica. I furti sono all’ordine del giorno in case momentaneamente disabitate. Resta insoluto il problema dell’ospitalità di tanti lavoratori extracomunitari, molti senza documenti anagrafici e fissa dimora, che arrivano a Ribera per trovare occupazione in campagna per la raccolta stagionale delle arance e che occupano un tetto e dei locali per dormire all’interno di immobili dismessi, fatiscenti, senza alcun servizio, nelle ex cantine sociali e cooperative ortofrutticole, nelle case diroccate di via Tevere, in abitazioni sfitte. Nel 2021 alcuni blitz delle forze dell’ordine hanno portato allo sgombero, ma oggi il fenomeno si ripresenta nella sua complessità.





