Minacciano di non raccogliere le olive se prima non conosceranno il prezzo di vendita dell’olio extravergine d’oliva. E’ questo il categorico messaggio che è stato lanciato in piazza da centinaia e centinaia di olivicoltori agrigentini. L’area oggi interessata è quella tra Lucca Sicula, Burgio, Villafranca Sicula, Caltabellotta, Calamonaci, Ribera, Sciacca, Menfi. Migliaia di agricoltori sono in stato di agitazione, temono addirittura un abbassamento del prezzo rispetto alla passata stagione (400-500 euro al quintale) e minacciano di non dare corso alla stagione olearia alle porte. L’invito perentorio a tutti gli olivicoltori è: “Non raccogliete le olive, lasciatele all’albero fino a quando non conoscere il prezzo dell’olio extravergine e biologico”.
Lo stato di estremo disagio della categoria cresce perché gli agricoltori sono di fronte a tanti aumenti dei prodotti, concimi, carburanti, manodopera, mezzi agricoli, e non possono assolutamente sopportare la conferma di un prezzo al ribasso rispetto alla passata stagione.

Gli olivicoltori sono sul piede di guerra e l’agitazione è già sfociata in diverse assemblee nei vari paesi del comprensorio. Un primo incontro si è svolto a Burgio dove tanti agricoltori hanno chiesto risposte anche ai titolari dei frantoi che hanno annunciato di volere raddoppiare il prezzo di molitura. Altre due riunioni si sono svolte pure a Caltabellotta e a Calamonaci dove è stato sollevato il problema dei possibili danni che ne deriverebbero all’economia di tutta l’area olearia dove l’economia delle famiglie si basa sulla vendita dell’olio. A Lucca Sicula si incontreranno olivicoltori, frantoiani, sindaci, mentre ancora assemblee più massicce sono in programma in settimana a Ribera e a Sciacca.





