L’estate è arrivata, si vedono già visitatori ed emigrati, ma la necropoli dell’Anguilla resta ancora chiusa. La cittadina ha pochi beni storici ed archeologici da offrire ai turisti, tuttavia castello, tombe preistoriche, palazzi e beni ambientali non risultano fruibili. Un handicap che si trascina ormai da diversi anni perché le opere da visitare non hanno i requisiti della sicurezza. Sembrava che le 45 tombe della necropoli, posta su un costone di marna, a meno di due chilometri dalla periferia urbana, sulla strada provinciale 86, potessero tornare allo splendore dei decenni scorsi, ma si registrano ancora ritardi sulla riapertura del sito. Manca tutt’oggi un gabinetto, dei servizi igienici ad uso dei visitatori.
Era stato assicurato che entro l’inizio dell’estate qualcosa sarebbe stato fatto di concreto per realizzare una semplice opera tra l’altro pare anche non molto costosa. “Entro l’estate proveremo a riaprire la necropoli di contrada “Anguilla”. Realizzeremo tra breve i servizi igienici presso il centro didattico e di informazione nella casetta rurale in tufo e metteremo il sito archeologico a disposizione della fruizione dei turisti, degli alunni e di quanti vogliono visitare la località”. A parlare nel maggio scorso era stato il direttore del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento Roberto Sciarratta che ha precisato di avere ricevuto appena tre anni fa dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, Ambientali ed Archeologici di Agrigento la gestione dell’area. La rassicurazione aveva creato un certo entusiasmo tra gli operatori che vogliono offrire pure delle visite al territorio, come il castello di Poggio Diana o le Gole del Lupo, ma all’Anguilla mancano i gabinetti e al castello la strada da otto mesi è bloccata da una frana.





