Ritratti: giornaliste del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Licia Raimondi

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Licia Raimondi è la ragazza della porta accanto di cui ti puoi fidare ciecamente. E’ una giornalista molto amata dal grande pubblico. Ha un taglio spiccatamente parigino con il naso all’insù. L’ho immaginata con il basco blu quello che portano le ragazze parigine con quell’aria sorridente e piene di speranza nella vita. Licia è una persona splendida e solare che ti accoglie sempre con un sorriso. Ecco come la descrive la stampa nazionale: -“bella, alta, bionda, occhi chiari, vita sottile, è una giornalista che in modo discreto ha usato il suo fascino per imporsi nel mondo della conduzione di eventi moda e di costume, è la voce e il volto nelle passerelle e in tante presentazioni. Il suo modo di fare televisione è pacato ma deciso. Spesso nei suoi programmi si è occupata delle fasce deboli e ha dato voce a chi non l’ha mai avuta. Dopo gli studi in Scienze della comunicazione, all’università di Trieste ed un dottorato in Marketing turistico, a Palermo, è stata conquistata dal mondo della Tv e della carta stampata. E prima delle collaborazioni giornalistiche con i principali quotidiani della città ha realizzato qualche fortunato spot che l’ha catapultata sugli schermi nazionali”. E’ mamma di tre splendidi bambini ed ha molte passioni. Spero di cuore che presto possa avere un programma tutto suo nei canali della Rai . Secondo me è nella programmazione della Rai che può esprimere il suo talento e la sua bellezza.

-Quando nasce la sua passione per l’arte?

In senso stretto è un grande amore per l’estetica e per tutto ciò che è bello.

-Come era Licia da bambina ?

Ero una bambina molto timida, ero così timida che alle elementari non avevo il coraggio di salutare i miei compagni quando entravo in classe.

Qual è il segreto della sua bellezza?

Non lo so, sono bella? La bellezza è talmente soggettiva! Ritengo di avere un aspetto gradevole che curo sicuramente con una vita ed un’alimentazione sana, tanto sport e curo la mia pelle ma sempre nei limiti. So che la bellezza sfiorisce, ma so anche che oggi è possibile essere belle a tutte le età. Sono felice di vivere questo momento storico perché oggi la bellezza non ha tempo.

– Pensa che la bellezza l’abbia aiutata?

No. Non mi ha mai aiutato nella mia vita, anzi è stata un ostacolo e spesso e volentieri sono stata valutata con superficialità, solo per il mio aspetto fisico. Quando ero molto più giovane sembravo una barbie e la cosa che mi faceva rimanere male è che spesso ci si fermava all’apparenza, senza andare più in profondità. L’età mi ha aiutato a far valere ciò che ho dentro.

-Cosa mi può dire della trasmissione Vox Populi?

Questa trasmissione nasce con l’intento di dare voce ai più deboli. E’ un progetto che è durato due stagioni ed è andato in onda su TGS. L’ho prodotta da sola, e ne sono stata anche l’autrice. Con questa trasmissione ho fatto tanto per la mia città, sono riuscita a dare voce ai senza tetto, sono riuscita a smuovere le acque per la riqualificazione della costa sud ed ho condotto molte altre battaglie per la nostra città e per le persone più fragili ed anche per i diversamente abili.

-Il salotto di Licia va avanti da 5 stagioni. In che modo sceglie gli ospiti, chi sono quelli che si sono distinti ed hanno lasciato un segno indelebile?

E’ un progetto nato nel 2011 che è andato in onda a singhiozzo, per le mie gravidanze, ho tre figli e quindi non mi è stato possibile essere sempre costante nella realizzazione di questo progetto. Sono stata contenta di riprendere e di ritagliare uno spazio per il mio lavoro. Da due stagioni la mia trasmissione va in onda su TRM. Sugli ospiti che scelgo dipende, faccio delle interviste singole ai protagonisti della vita politica, istituzionale, culturale e faccio anche puntate di gruppo con tre o quattro ospiti, seguo la cronaca e quindi tutto ciò che in quel momento è interessante discutere. In generale cerco di cogliere le esigenze e le curiosità del pubblico, di dare una risposta attraverso la voce dei miei ospiti. Poi non riesco a citare un ospite in particolare che abbia lasciato un segno indelebile, so soltanto che quando conduco le trasmissioni entro in tanti mondi diversi, ed è come leggere un romanzo di volta in volta nuovo. Cerco di entrare in modo delicato nella vita delle persone e proprio questa modalità induce le persone che intervisto a raccontarmi delle cose private che non hanno mai reso pubbliche. Ogni intervista rappresenta un mondo a sé, ogni intervista è importante indipendentemente dall’argomento e ha un valore enorme, perchè ci fa entrare nella sfera privata delle persone che ci donano la loro interiorità, la loro vita, il loro racconto. Sono tutte belle, dai politici più importanti, agli artisti di strada. Non è importante il ruolo della persona quanto l’eredità personale che questa decide di condividere con il mio pubblico, conducendoci nella sua sfera privata, personale e regalandoci i suoi sogni, i suoi progetti, le storie del suo passato, del suo presente, la sua felicità, i motivi per cui invece non è soddisfatta. E’ quindi veramente un mondo di interiorità, con tantissime sfaccettature che sono poi riconducibili alla bellezza dell’essere umano.

-Quanto ha influito la maternità nelle sue scelte e nel suo modo elegante e pacato di fare Tv?

La maternità ha sicuramente influito nello stile della mia conduzione perchè penso che mi abbia regalato un senso, un intuito, una comprensione e una pazienza che prima non avevo, anche nel trattare gli ospiti e nel capire al volo qual è il loro spirito, qual è la loro disposizione mentale dell’umore e mi fa entrare maggiormente in empatia. Mi è capitato spesso di invitare un ospite che all’inizio era in posizione di chiusura, per timidezza o per diffidenza, e a poco a poco sono riuscita a metterlo a proprio agio. Penso che questo sia frutto del mio essere madre.

-In un giornale di Palermo ho letto una sua bellissima dichiarazione:- “ Mi piace rendermi utile e dare un contributo in senso costruttivo alla società in cui vivo”. Può spiegare meglio questo pensiero?

Non ricordo quando ho detto questa frase, in quale circostanza, ma sicuramente l’ho detta, perchè ritengo che sia nelle mie corde. Cerco sempre di rendermi utile nel mio piccolo, dando una mano ad un’amica, ad un amico, anche ad una persona che non mi è amica, se posso rendermi utile in qualche modo, mi spendo sempre. Mi piace farlo e so che è un karma, e dovremmo tutti fare così. Se lo facessimo ognuno nel nostro piccolo, perchè è da lì che si costruisce una società migliore, sicuramente staremmo tutti meglio. Io anelo ad una solidarietà che purtroppo non vedo nella gente. Vorrei che tutti potessero provare la bellezza della solidarietà, e a trarne beneficio, perchè donare è il vero valore che ci fa stare bene, senza pretendere nulla in cambio.

-Lei ha dedicato una intera trasmissione alla festa della donna dal carcere di Pagliarelli. Come ha vissuto questa particolare esperienza?

In quell’occasione venne organizzato un dèfilè con le detenute presso l’istituto Pagliarelli. Ho vissuto questa esperienza nella semplicità e nella gioia. Eravamo tutte alla pari, il fatto che fossero coinvolte le detenute non cambiava proprio niente. Io le guidavo, le presentavo nelle loro uscite in passerella come avrei fatto con qualsiasi altra modella. Ho vissuto quel giorno nella sorellanza con tutte le donne che erano coinvolte nell’organizzazione, le stiliste, le artiste e le organizzatrici.

-Ha mai pensato di fare del cinema?

Si negli ultimi anni coltivo questo sogno nel cassetto che è quello di fare cinema e che però rimane un sogno nel cassetto. E’ la prima volta che lo dico!

-Che spiegazione si è data alle continue violenze contro le donne. Prima dicono di amarle e poi gli stessi mariti e compagni le ammazzano a bruciapelo…

Mi indigno dinnanzi alla violenza, a tutti i tipi di violenze che condanno, senza se e senza ma, dico anche che chi è violento lo è contro tutte le categorie deboli, contro le donne, ma lo è anche contro i bambini, contro gli animali. Sa quanti animali subiscono violenze, cose inenarrabili. Lo so perchè sostengo diverse associazioni che difendono gli animali che hanno subito violenza, che sono stati abbandonati. Li raccolgono materialmente dalla strada, e li curano. Bisognerebbe sempre denunciare la violenza e opporsi. Noi donne a maggior ragione, ai primi segnali dobbiamo subito entrare in allarme. L’uomo violento non cambia, dobbiamo subito allontanarlo e nella peggiore delle ipotesi, se la violenza persiste o diventa veramente grave, dovremmo sicuramente denunciare. A volte la violenza è anche verbale, attiene alla sfera del ricatto psicologico, è la violenza dell’aspettare sotto casa, del pedinare, del non farti sentire sicura, è la violenza di non avere più la propria privacy, di essere spiate, di ricevere messaggi con minacce di morte. Anche questa è violenza da denunciare, oltre alla violenza fisica, e questi uomini devono pagare.

-Dirige sempre la rivista “Be shopping”?

Si, conduco sempre la rivista Be Shopping con il nuovo numero estivo in edicola da qualche giorno. E’ sempre molto bello collaborare con il trio al femminile che dirige la rivista, formato oltre a me dall’editrice Stefania Baio e dalla vice direttrice Donatella Spadaro. L’unione fa la forza tra donne, e Be Shopping ne è un esempio virtuoso.

-Qual è il suo rapporto con i social?

E’ di amore e odio. Da un lato un po’ mi secca dover raccontare quotidianamente le mie cose personali, postare le foto, perchè magari ci sono dei momenti in cui vorrei isolarmi, però dall’altro lato è anche bello quando si pubblica una foto soprattutto su Instagram dove gestisco sia il profilo della trasmissione che il profilo personale, e avere un riscontro di followers che ti ripagano con l’affetto, anche se non ti conoscono personalmente. Oggi siamo costretti ad avere due vite parallele, la vita reale e la vita social, ma ormai è quasi una legge e non si può sfuggire da un tale meccanismo. E’ il bello e il brutto della modernità, anzi direi della contemporaneità.

-Ho letto in una intervista che lei vorrebbe coinvolgere le scuole e le università siciliane. In che modo?

Sono riuscita a realizzare un progetto per coinvolgere le scuole proprio nell’ultima parte dell’edizione del salotto su TRM. Ho realizzato un confronto tra i candidati sindaci e gli studenti dei licei e degli istituti palermitani, tutti diciottenni, in età di voto. Questa cosa mi è piaciuta molto ed è un progetto che volevo portare avanti da tantissimo tempo, ci sono riuscita e ne vado fiera perchè i ragazzi che hanno parlato con me in separata sede, si sono lamentati di un mancato ascolto da parte della politica nei loro riguardi, e questo è stato il modo per renderli protagonisti. Nel mio piccolo sono riuscita a farli avvicinare a personaggi politici anche molto importanti, da pari a pari.

-Cosa ci salverà: la bellezza, la cultura, la letteratura il cinema o la moda?

Non saprei! Penso, che uscendo fuori dal parterre delle domande che mi ha posto, direi che ci salverà la solidarietà e il rispetto, sia tra noi esseri umani, sia nei confronti degli animali, sia nei confronti del nostro pianeta.

-Qual è il primo libro che ha letto?

Il Mago di Oz che a sua volta è stato il primo libro che lesse mia madre. L’ho letto in una edizione molto antica consigliato da mia madre Rosa Guzzo che ha insegnato per 30 anni italiano e latino al liceo Cannizzaro. Lei mi ha instradato alla lettura.

-Qual è l’ultimo film che ha visto?

L’ultimo film che ho rivisto a casa è Titanic, che è uno dei miei film preferiti.

-Chi sono i suoi scrittori di riferimento?

Ho amato moltissimo Fedor Dostoevskij e Alberto Moravia. Uno dei miei libri preferiti è Il Maestro e Margherita di Bulgakov, ma come maestro se si può dire di vita o di filosofia è Luigi Pirandello. Nulla è mai come sembra, che poi è il principio che io applico nelle mie interviste. Una persona inizialmente ti appare in un modo, ma non bisogna mai fermarsi a questa prima apparenza, a volte capita che in uno scambio di un paio di battute, se riesci a fare le domande giuste, esce fuori la vera personalità. Spesso le persone si trincerano, alzano muri, barricate, ma poi alla fine, quando esce la loro semplicità, si svela la loro bellezza. E quelli che sembravano cattivi poi sono buoni, quelli che sembravano buoni, invece si rivelano cattivi e quindi nulla è mai come sembra, come ci ha insegnato il grande Luigi Pirandello.

-C’è una canzone nella sua vita che ascolta ogni giorno?

Si. Ogni giorno ascolto la canzone “Perdere l’amore” di Massimo Ranieri. Perché mi ricorda quanto io sia fortunata ad avere l’amore di mio marito Roberto Indovina sempre vicino a me.

-Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Continuare sempre con la televisione che amo molto. E’ una forma di comunicazione che trovo assolutamente adatta alle mie corde e vorrei farla sempre e soprattutto migliorarmi il più possibile e magari sviluppare nuovi e interessanti progetti.

Biografia

Licia Raimondi è nata a Palermo ha conseguito il diploma al liceo Garibaldi e poi si è trasferita a Trieste dove ha conseguito la laurea quinquennale in scienze della comunicazione. Dopo la parentesi di Trieste durata 5 anni è rientrata a Palermo dove ha vinto il dottorato di ricerca in marketing turistico presso il dipartimento di metodi quantitativi per le scienze umane. Il dottorato è durato 3 anni. Chiusa questa parentesi accademica ha deciso che voleva fare la giornalista e quindi ha cominciato a collaborare con Repubblica Palermo nel 2010 ed ha collaborato per tanti anni e contestualmente ha lavorato nelle televisioni regionali come conduttrice ed anche come produttrice fino ad oggi. E’ stata premiata più volte. Di recente ha ricevuto il premio Rose Day a Palazzo Abatellis per la categoria giornalismo.

E’ giornalista produttrice e conduttrice di numerosi programmi televisivi.

Le foto di Licia Raimondi sono di Dario Bruno e Attilio Taranto..