Ribera: Rosario Russo da Pescia e il suo accorato Amarcord

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Il riberese Rosario Russo, impiegato, oggi in pensione, si trova da alcuni anni a Pescia, in Toscana, dove risiedono alcuni familiari e da dove segue ogni giorno fatti e vicende della sua città natìa. Il suo racconto è un Amarcord che diventa uno spaccato della sua vita e di tanti suoi amici e compagni di scuola, alcuni a Ribera, altri professionalmente in giro per l’Italia e qualcuno purtroppo oggi scomparso. Questa la nota, in parte autobiografica, che ci ha inviato.

“Siamo a Ribera dove Rosario Russo ha avuto la fortuna di frequentare la scuola media di Ribera “ Vincenzo Navarro”. In tale istituto ho trovato dei compagni fantastici, compagni di famiglie per bene, compagni pieni di sogni, compagni che mi hanno permesso di essere trascinato verso il bene e verso un futuro di gloria materiale e spirituale.

Vorrei dare uno spaccato della mia famiglia, i miei genitori Carmela e Paolo, mia sorella Anna e il sottoscritto. I miei genitori svolgevano i lavori della raccolta delle olive, delle mandorle, delle fragoline profumate,

Mia madre Carmela,lavoratrice rivoluzionaria per qui tempi, aiutava mio padre in campagna e faceva anche la sarta, cuciva i vestiti ai vicini, si era specializzata come pantalonaia. Mio papà Paolo, un uomo valoroso, un grande lavoratore, un uomo d’ingegno, un agricoltore prezioso, mi ha dato un grande esempio di abnegazione e la possibilità di cambiare il mio futuro grazie alla scuola, all’impegno personale e alla determinazione a raggiungere il fatidico diploma di Ragioniere! Mia sorella Anna, una donna laboriosa, una mamma di tre figli, una sarta, una casalinga e una sorella che mi fece da seconda mamma.

Il mio impegno scolastico e il mio rendimento, purtroppo non è stato all’altezza, ero un po’ svogliato, a casa non ero aiutato nello studio, studiavo poco e male, comunque ciò nonostante, alla fine dell’anno riuscivo a recuperare , purtroppo, non tutte le materie, per cui in alcune venivo rimandato a settembre; bene ero costretto a studiare in estate, poi a settembre venivo regolarmente promosso! In tutto il ciclo scolastico mai perso anni scolastici!

In quell’istituto ho conosciuto compagni fantastici ed ho avuto il professore Vincenzo Cardillo di italiano e storia e con una grande preparazione; sono stati tre anni di scuola media fantastici e di grande crescita fisica e morale, ma chi erano questi miei compagni meravigliosi?

Il gruppo dei moschettieri, chi erano costoro?

Gianni Castelli, Gaetano Piraneo, Giuseppe La Mattina e chi scrive:

GIANNI CASTELLI, d’Artagnan, originario di Racalmuto, grande intelligenza, studioso al massimo, un ragazzo leader, lui era interessato a tutti i giochi, vinceva di solito a ping pong, a bigliardino, alle carte da gioco, un grande organizzatore di gite, di escursioni, di mangiate, per tutto il gruppo fu un esempio da seguire.

Gianni, tifoso della Juventus, fece coppia col sottoscritto, mentre Gaetano e Giuseppe erano i nostri avversari nei vari scontri che avevamo nei diversi giochi all’interno del Club; ci trovavamo talmente bene che avevamo deciso di ispirarci ai 4 moschettieri, perché?

Il motto dei moschettieri: “ Uno per tutti e tutti per uno”, eravamo tutti e quattro in simbiosi, crescevamo con uno spirito combattivo unico, ci cercavamo per riconoscere gli eventuali errori commessi e avere i consigli adatti. Gianni aveva ben chiaro il valore dei soldi e il valore dei sentimenti, la sua famiglia, i suoi genitori; il suo papà è stato un grande uomo, ha gestito la sua famiglia alla grande, ha fatto studiare e laureare i suoi 4 figli, dalla sua venuta a Ribera ha trovato le forze, l’ energia creativa, la passione e la forza di volontà per trasformare le difficoltà pregresse in un nuova vita piena di soddisfazioni economiche, morali e spirituali. Quanto detto vale anche per la mamma di Gianni, grande donna, lavoratrice, gestiva un negozio e ha fatto la cosa più importante ha fatto crescere bene i suoi 4 figli.

Il fratello di Gianni più conosciuto a Ribera è Salvatore, detto Totò, giornalista e pubblicista, corrispondente del Giornale di Sicilia, controllore civico del buon vivere, controllore dell’inciviltà degli incivili, controllore dell’amministrazione comunale, controllore di coloro i quali non fanno il loro dovere.

Gianni un grande conoscitore di giochi da tavolo, giocatore d bridge e partecipante a diversi tornei in Sicilia, in più mi ricordo che a poker era un asso, comunque si adattava e subito imparava la tecnica giusta per vincere, è stato il presidente della squadra di calcio madrice Ribera. La sua carriera scolastica: scuola media “Navarro” Ribera, liceo scientifico a Sciacca, università facoltà di ingegneria a Palermo, è stato uno dei primi laureati in ingegneria chimica della Sicilia! In seguito fu assunto da una compagnia petrolifera a Siracusa; in questa località vive fino ad oggi da pensionato; credo che sia diventato nonno!

GAETANO PIRANEO, 2° moschettiere, Athos:

I genitori di Gaetano, commercianti la mamma, un negozio di drogheria, il papà macellaio, la sua famiglia formata dal fratello Giacomo e una sorella; ottimo amico, grande studio, sempre promosso, leader del gruppo, tifoso del Milan, molto attaccato ai valori dell’amicizia e della comunità. Spesso ci coinvolgevano in discussioni e opportunità per la nostra crescita fisica e morale e per portare nuovi giovani all’interno del club dell’azione cattolica; sua la proposta di fare un test molto importante su un giovane lavoratore, il test consisteva nell’inserimento di un giovane lavoratore all’interno del gruppo, sia come squadra di calcio sia come nuovo amico. Dopo diverse discussioni decidemmo di prendere in considerazione il giovane Carmelo Failla, lavoratore nell’edilizia, con tanta voglia di imparare e di essere parte attiva nel gruppo e di diventare un nuovo amico; lo abbiamo contattato e siamo stati tutti contenti poiché Carmelo accettò di entrare a testa alta nel gruppo d’ azione cattolica; Carmelo aveva un forte fisico e da mediano fu inserito subito in squadra e grazie a lui si vinsero tante partite con la madrice di Sciacca.

La carriera scolastica e professionale di Gaetano Piraneo: scuola media “Navarro” a Ribera, liceo a Sciacca, università facoltà di medicina a Palermo, studio medico a Ribera, inserimento presso l’ospedale “Parlapiano”di Ribera, adesso in pensione , è diventato nonno!

GIUSEPPE LA MATTINA, 3° moschettiere, Portos:

Giuseppe Portos, purtroppo, è andato in altra dimensione, non è più con noi, ci ha lasciato troppo presto e senza il consenso degli altri moschettieri, questa sua partenza ci ha destabilizzato in quanto eravamo convinti che avremmo raggiunto tutti l’età dei 100 anni, purtroppo non possiamo più sederci per fare un altro centomillino con le carte della briscola. In quella fatidica giornata del suo funerale, ricordo che alla fine della messa ho chiesto di avere la parola per dire a gran voce e gridare le qualità del nostro grande amico Giuseppe La Mattina. Grande uomo, grande lavoratore, agente di commercio, il suo lavoro si svolgeva a Roma, dove risiedeva da tanti anni, la sua famiglia, la moglie, due figlie, era nonno di due ragazzi, purtroppo non aveva più i genitori da tantissimi anni, lui figlio unico era attaccato moltissimo alla sua famiglia e ai suoi nipoti. Grande fisico, il sottoscritto faceva coppia di terzini nella squadra di calcio, tifoso del Milan faceva coppia con Gaetano sia come tifoso sia come compagno per tutti i centomillini che abbiamo fatto durante la nostra crescita, da quello che sono i miei ricordi, credo che ne abbiamo vinto qualcuno in più rispetto la coppia Piraneo – La Mattina. Un grande ricordo, ho trascorso con lui tre giorni fantastici a Roma, avevo il desiderio di passare qualche giorno in totale assenza di pensieri e di cazzeggiare, era da quando eravamo ragazzi che non lo facevamo, sono stati tre giorni meravigliosi.

ROSARIO RUSSO, 4° moschettiere, Aramis:

La carriera scolastica e professionale: scuola media “Navarro”, istituto per Ragioniere Ribera, diploma di Ragioniere, Scobo Ribera, agente di commercio Maggiora Biscotti, manager Exportex SpA, unit manager P. & G. Italia Spa, area manager Sitia Yomo per Sicilia, Calabria e Sardegna, capo area Gillette SpA Sicilia, Calabria e Sardegna.

 

Ho iniziato dalla gavetta, ho imparato molto, ho avuto grandi capi, ho avuto grandi colleghi, ho dato molto agli altri, ho gestito un’area di vendita con un fatturato di 30 milioni di euro con 15 uomini di vendita e tre regioni, inoltre ho addestrato tanti giovani e ho fatto il training a diversi manager che in carriera mi hanno superato e in ultimo mi sono divertito tanto ben 37 anni.

Dedicato ai tanti giovani che ho contribuito alla formazione professionale:

a) Una grande cavalcata in una bella professione

b) Il venditore professionista, un grande futuro

c) Una carriera nelle vendite full time

d) Un grande sogno, un futuro radioso, una posizione privilegiata

e) Manager formati e addestrati: G. Martorana, G. Marchese, Guglielmo Ragusa, Antonio Saraò,Carmine Maisto, Cinzia Sanfilippo, Francesco Ruvolo, Giuseppe Brancato, Gianni Bilardo.

Da ragazzo, all’interno del club azione cattolica, ho imparato tanto dai miei amici moschettieri e dagli altri , in più devo spendere alcune parole per il nostro assistente spirituale padre Falanga, grande prete e professore, lui è stato il faro del gruppo, in seguito è stato sostituito da padre Gattuso in quanto padre Falanga era stato nominato arciprete della chiesa madre di Sciacca.

Un posto dove ci incontravamo spesso era il Bar Centrale di Ribera, gli argomenti più discussi erano le ragazze, le fidanzate, i sogni per il futuro lavorativo, le automobili in primis, la cinquecento e per finire il calcio con la nostra squadra e con le problematiche di formazione per gli incontri futuri.

Il Bar Centrale era una tappa obbligatoria per la famosa brioscia col gelato, il mio amico Gaetano era il più celebre consumatore della brioscia, comunque tutti noi apprezzavamo il prodotto, un’altra caratteristica nel bar era quella di dare i voti alle ragazze che ci passavano davanti, un bel passatempo, ci faceva divertire molto, in quegli anni non era facile incontrarsi con le ragazze, un altro gioco che facevamo era quello di mettere un portafogli, pieno di carta, per terra legato con una cordicella sottile, il primo che tentava di prenderlo, noi tiravamo la corda, e poi giù tantissime risate.

Altro scherzo che facevamo sotto le feste di carnevale: predavamo il nome di una famiglia al citofono, telefonavamo al bar e a nome della famiglia ordinavamo tanti dolci; dopo qualche momento vedevamo il cameriere con la guantiera di dolci che andava a bussare al citofono per la consegna, il più delle volte rimandavano il tutto indietro e qualche volta , contro voglia, ritiravano il fagotto, a quel punto giù con tante risate. Tutto sommato erano scherzi innocenti che non creavano danni a nessuno, anzi spesso allietavano la gola con tanta dolcezza.

Adesso andiamo a prendere in considerazione gli altri meravigliosi membri, il gruppo di azione cattolica:

MODICA GIUSEPPE, primario medico chirurgo al Policlinico Palermo:

Peppe, un amico fedele nel tempo, uno studioso della medicina e chirurgia, un grande operatore della necessità di essere sempre un grande studioso dei fenomeni della sicurezza sanitaria, da ragazzo ha sempre partecipato agli incontri sia per la squadra di calcio, lui è stato una colonna della squadra, sia per la preparazione religiosa del catechismo poiché partecipavamo al campionato di catechismo tra le diverse comunità della provincia di Agrigento. ll nostro arciprete Birritteri e il nostro assistente spirituale padre Falanga,ci promisero un viaggio a Roma qualora avessimo vinto il trofeo religioso del catechismo.

Peppe è un ragazzo molto vivace, ricordo con dovizia di particolari, i battibecchi che aveva spesso con Gaetano Schillaci; i due abitavano di fronte, per cui si conoscevano molto bene; una volta in un’escursione fatta in campagna, lui doveva portare il bidone dell’acqua da bere, ebbene cominciò a bisticciarsi con Gaetano per decidere chi doveva portare il bidone; alla fine nessuno dei due portò il bidone, lo portammo a turno Peppe e il sottoscritto.

Un grande ricordo: Peppe in estate invito tutto il gruppo presso il suo terreno, in zona Verdura, a fare una scampagnata, dopo aver mangiato e bevuto di tutto, si scatenò una guerra, tra diverse bande, fatta dalle bucce di anguria, tutti contro tutti, è stata una giornata memorabile per tutti noi, certamente per Peppe è stata una giornata da non ripetere più per tutto quello che gli abbiamo combinato. Peppe Modica è rimasto nel tempo un grande amico e fedele alla sacralità dell’amicizia!

GAETANO SCHILLACI, professore di italiano e storia.

Gaetano, detto Tano, un grande amico, figlio unico; la sua famiglia formata dalla mamma detta “ la zia Nicolina “ ,che aveva e gestiva un negozio di alimentari, dal papà Paolo che curava l’ attività di agricoltore, in un bellissimo giardino di arance nella località “ li spatuliddi”, in più amante della musica , suonava la tromba, faceva parte del complesso musicale con mio cognato Raffaele Zito. Loro facevano i matrimoni e altri eventi musicali; la zia Nicolina mi conosceva come amico di suo figlio, spesso mi invitava a fare colazione da loro, mi regalava la frutta, in tutti i casi ero ben voluto dalla sua famiglia.

All’interno del club, Tano era un leader, un organizzatore di escursioni, di rimpatriate in campagna, lui partecipò attivamente alle gare per vincere il trofeo religioso del catechismo, la vittoria ci permise di vincere il viaggio a Roma con monsignor Birritteri. Uno dei ricordi più belli è stato quando organizzò un incontro, un’ esperienza da soli a Seccagrande cogli amici di sempre, chi erano? Tano Schillaci, padrone di casa, Tano Piraneo, Giuseppe La Mattina, Peppe Modica, Totò Schifano.

Il sottoscritto, purtroppo essendo stato rimandato, partecipava solo il fine settimana; è stato un periodo memorabile, quanta esperienza accumulata; Tano aveva diviso i compiti, chi cucinava, chi faceva la spesa, chi puliva i piatti, chi puliva la casa, una grande esperienza accumulata per il futuro di tutti gli amici. Tano, uomo di grandi visioni, lungimirante, amante del prossimo, uomo di punta del gruppo di amici, generoso verso il prossimo, non avvezzo a sprecare le risorse, durante il periodo trascorso a Seccagrande, con gli amici, dimostrò si saperci fare sia nella gestione delle risorse sia nella gestione degli uomini.

Nella squadra di calcio non sempre dava il massimo d’impegno; infatti, spesso non partecipava a tutte le partite che la squadra sosteneva, era molto più bravo a dare la carica ai compagni; nella professione d’insegnante, durante il suo percorso professionale, ha dimostrato impegno, serietà e preparazione nella trasmissione del suo sapere.

GIOVANNI LUPO, professore universitario d’economia a Palermo.

La sua famiglia: il papà ragioniere con studio a Ribera, la mamma casalinga, lui figlio unico. Siamo stati compagni di scuola, amici nel gruppo , dalla scuola media, poi all’istituto per ragionieri, poi lui ha proseguito a Palermo nella facoltà di economia e commercio, mentre il sottoscritto si è fermato ragioniere; ciò nonostante l’amicizia è continuata nel tempo, adesso tento di ricostruire alcuni aneddoti successi nel periodo in questione.

Giovanni a scuola era bravo e professionale; il suo papà era il target con cui si misurava; spesso si studiava assieme per le difficoltà che il sottoscritto aveva, lui era molto bravo a spiegare i vari concetti dell’economia. Era promosso ogni anno con ottimi voti, nei 5 anni di ragioneria ha sempre dimostrato di essere in linea con la professione di ragioniere, per la squadra di calcio, lui partecipava attivamente pur non giocando. Giovanni è stato una colonna del club azione cattolica, è stato ed è un grande amico!

FRANCO CICIRELLO, impiegato amministrativo.

E’ stato il nostro grande centravanti della squadra di calcio madrice Ribera. Franco e suo fratello Carmelo, due ragazzi fantastici, pieni di grinta e di allegria, due colonne della squadra, Carmelo giocava ala sinistra ed era bravo a fare parecchi goal, la sua famiglia era composta: dal papà che era un imprenditore edile, dalla mamma casalinga, dal fratello maggiore, imprenditore edile, il secondo fratello, dentista. A scuola Franco prese il diploma e dopo si mise alla ricerca di un lavoro, non trovandolo decise di aprire un supermercato presso la circonvallazione di Ribera, ricordo bene in quanto spesso andavo a trovarlo.

Desidero raccontare un aneddoto che riguarda Franco. Aveva deciso di fare la cresima presso la chiesa ad Agrigento; cosa era successo, il suo padrino al momento non era disponibile, allora mi chiese: “Rosario per piacere vuoi farmi da padrino nella cresima?” . Naturalmente accettai ! Ufficialmente sono diventato il padrino di Franco ed è stato un piacere essergli stato vicino. Un altro aneddoto. Ero andato nel 1968 ad Agrigento per fare un colloquio di lavoro, ebbene dopo averne fatti due, sono stato assunto per cui ero talmente felice che non sapevo a chi dirlo. Andai a Seccagrande da Franco per comunicargli la mia gioia per essere stato assunto dalla Maggiore Biscotti, Franco mi fece i complimenti per tutto e brindammo per il successo dell’assunzione. Franco un ottimo amico, ci vediamo quasi ogni anno ed è sempre una bella occasione.

JACK URSO, diplomato e commerciante a Ribera.

Abitavamo di fronte in via G. Marconi, la sua famiglia molto in vista, il papà sarto e commerciante di abbigliamento, la mamma casalinga e assistente al negozio, due sorelle, sposato con due figli maschi. Un grande e roccioso difensore, giocava da terzino-mediano, difficilmente veniva superato dagli avversari, era una garanzia per la difesa; durante gli anni della nostra crescita, ogni sera eravamo al club, giocavamo e spesso Gianni Castelli organizzava vari tornei, bigliardino, ping pong, briscola, gioco del 500. Jack era forte a bigliardino, spesso con lui in coppia si vincevano i tornei.

Adesso racconto un aneddoto successo in una delle escursioni che facevamo durante la stagione estiva. Eravamo in località Verdura, dopo avere sistemato il tutto, vettovaglie, cibo e altro, eravamo intenti a cucinare la carne, a quel punto ci siamo resi conto che mancavano all’appello Jack e Pietro, dopo averli chiamati, a squarcia gola, cresceva la preoccupazione. Dopo diversi minuti, sentiamo da lontano un grido di “aiuto, aiuto”. La preoccupazione di tutti andò alle stelle, dopo averli ancora chiamati, ci siamo accorti che erano sopra un albero a sghignazzare per quello che avevano combinato, sono scesi dall’albero e sono stati richiamati all’ordine.

MIMMO RUVOLO, impiegato Ribera:

Il grande portiere della squadra madrice Ribera! Purtroppo non ho ricordi o aneddoti da ricordare per Mimmo Ruvolo, ci frequentavamo quando avevamo le partite e poi per parecchio tempo lui non si faceva vedere, per la squadra era molto bravo, riusciva spesso a parare palloni impossibili e a farci vincere alcune partite quando eravamo poco preparati. Tutti noi lo ricordiamo con tanto piacere e speriamo di poterlo incontrare al più presto!

GIUSEPPE PALERMO, funzionario di banca Ribera.

Peppe è stato il grande libero della squadra, lui era il regista della difesa, era quasi impossibile superarlo , gli avversari spesso si mordevano le mani poiché trovavano un grande difensore. La famiglia di Peppe: il papà un gran simpatico signore, la mamma casalinga e commerciante e la sorella; Peppe ha frequentato la scuola per ragionieri, ottenuto il diploma si avviò alla carriera bancaria dove fece una brillante carriera, adesso è in pensione. E’ stato sempre un grande sportivo, in seno all’azione cattolica, partecipava a tutti i tornei organizzati da Gianni Castelli, spesso era vincente; facevamo le escursioni e le rimpatriate; era sempre in prima fila attivo e positivo. Ha una bella famiglia, con la moglie Adele, due figlie e un figlio maschio, anche con lui abbiamo tante cose da raccontarci, speriamo di poterci incontrare al più presto.

SALVATORE SCHIFANO, detto Totò, imprenditore assicurativo Ribera.

Totò Schifano un caro amico, primo cugino di Tano Piraneo, anche lui facente parte della squadra di calcio, generalmente mediano di spinta, spesso nelle partite giocate d’ inverno, lui entrava in campo tutto pulito e in ordine, alla prima occasione lo buttavano a terra e si imbrattava di acqua e fanghiglia, ritornava negli spogliatoi come una maschera di carnevale. La sua carriera scolastica: ha ottenuto il diploma di ragioniere e in seguito, un po’ per gioco un po’ per davvero, si è inserito nel ramo assicurativo. All’inizio rappresentava una piccola assicurazione, col passare degli anni era diventato uno degli assicuratori più forti della provincia di Agrigento.

 

Totò, un gran bravo ragazzo, spesso dimostrava di essere un po’ fanfarone, volava sulle nuvole; voleva diventare un pezzo grosso, ha fatto crescere la sua famiglia composta da Tita, la moglie, che gli sta accanto sempre con amore, i due figli maschi che hanno dimostrato di valere nelle loro professioni. Da diversi anni Totò convive con una malattia che non gli impedisce di sorridere e di vivere una discreta vita. Auguriamo a Totò di continuare a sorridere, a godersi la famiglia e di diventare un nonno che gioisce dei nipotini.

CARMELO FAILLA, imprenditore edile Ribera.

Caro Carmelo, tutti gli amici dell’azione cattolica madrice ti hanno voluto bene e ti hanno apprezzato per il tuo grande impegno nel lavoro e nel fatto che ti sei dimostrato umile e collaborativo ad entrare nel nostro gruppo e di conseguenza nella squadra di calcio. Abbiamo apprezzato il tuo spirito di squadra, il tuo attaccamento ai colori e alla forza del gruppo, hai partecipato sempre ai nostri incontri, hai dimostrato di valere e di esserti integrato bene; tutti noi abbiamo apprezzato il tuo comportamento per cui oggi ti diciamo grazie. Oggi non sappiamo se frequenti più gli amici, spero di poterti incontrare al più presto per raccontare il nostro vissuto e gli anni che sono trascorsi.

Miei cari, quanti anni abbiamo trascorso insieme, quanti problemi e vicissitudini abbiamo superato, alcuni di voi avete avuto una grande lungimiranza, siete stati bravi a scuola, siete stati promossi con il massimo dei voti, siete diventati professori, primari in ospedale, avete lasciato le vostre impronte, molti giovani studenti sono passati dalle vostre aule scolastiche, voi siete stati un grande esempio positivo di crescita , di essere sani, di avere il giusto rapporto coi valori civili e religiosi, insomma siete stati gli artefici principali del famoso gruppo dei giovani dell’azione cattolica madrice Ribera”.

Il vostro amico

ROSARIO RUSSO