Burgio sempre sulla cresta dell’onda sia per i suoi uomini di cultura e di spettacolo e sia per i beni monumentali, storici e paesaggistici. Il regista Giuseppe Ferlito, con un film girato nella città della ceramica artistica e della fabbrica delle campane di bronzo, corre verso un premio nazionale di cinematografia a Roma, mentre il sindaco Franco Matinella e l’amministrazione comunale hanno candidato la città al titolo di capitale italiana della cultura per il 2024.

La pellicola “Re Minore”, diretto dal regista Giuseppe Ferlito, burgitano, ma residente da anni in Toscana, è tra i film italiani in concorso ai Premi David di Donatello 2022. Il film, presentato il 19 dicembre scorso nello storico cinema Odeon di Firenze, è un lungometraggio poetico e drammatico, in cui la musica fa da fondamento alla storia che coinvolge Mimì (Gabriele Ferrantelli di Burgio), musicista sperimentale tornato in Sicilia per rinnovare la sua arte. Nel confronto artistico tra il protagonista Mimì e Corona (Vincenzo Catanzaro di Sciacca), suo vecchio maestro di musica, si innesca la metafora della doppia anima della Sicilia, quella antica e quella moderna.

Il film è stato girato quasi completamente in provincia di Agrigento, in particolare, a Burgio, terra di origine del regista Giuseppe Ferlito, che dirige da oltre 25 anni la “Scuola di Cinema Immagina” di Firenze e che nella sua lunga carriera cinematografica ha realizzato diversi film, alcuni indipendenti e altri distribuiti su scala nazionale. Ferlito, per realizzare “Re Minore” si è avvalso di alcuni attori siciliani, Gabriele Ferrantelli, Vincenzo Catanzaro, Santo D’Aleo, Nicola Puleo, della giovane attrice toscana Letizia Toni e di tante comparse locali.

“Re Minore” Ferlito ha ricevuto diversi importanti riconoscimenti. Ha vinto la 74° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno, aggiudicandosi il primo premio della giuria popolare internazionale e il Gran Trofeo Golfo di Salerno Ignazio Rossi. Ha trionfato come miglior film al Salento International Film Festival 2021 ed è stato decretato vincitore assoluto della seconda edizione del Premio Shinema per il Cinema Contemporaneo.
Il film è disponibile sulla piattaforma www.shinema.club per la visione. Ferlito ha girato a Burgio nel 1998 un altro film dal titolo “Doppio Petto”. Gabriele Ferrantelli ci dice: ”Per Ferlito è prestigiosa la candidature al Premio Donatello. Si tratta di un progetto culturale costruito dal regista e gran maestro di cinema che, sebbene da tanti anni viva a Firenze con la sua scuola di cinema, ha sempre la Sicilia nel cuore”.

Con Ferlito, la Sicilia è tornata a essere set cinematografico. Dietro la macchina da presa, il regista Ferlito, da sempre innamorato della sua terra, non perde occasione per farla conoscere al mondo. Racconta per immagini una Sicilia di ieri, dalle antiche tradizioni umane ed affettive all’Isola di oggi con i tanti paesaggi agrigentini, le colline assolate, il mare sempre più azzurro, le feste religiose, perfino le bare dei migranti, annegati nel Canale di Sicilia, alla ricerca di una tomba nella nuda terra del cimitero.
E’ l’ennesimo atto di amore di Ferlito verso la sua terra tutt’oggi dalle mille contraddizioni, martoriata dalla disoccupazione, dai pregiudizi e perfino dal terremoto, ma sempre viva e palpitante nei sentimenti della gente, nel crocifisso ligneo sotto la pioggia, e perfino nei suoni e nei rumori ricercati in maniera certosina dal giovane protagonista soprattutto nelle campagne, tra antiche trazzere con filo spinato e terreni di stoppie.
“La Sicilia ce l’ho nel cuore, in particolare Burgio, dove ho girato il mediometraggio “Doppio Petto” – ci racconta Ferlito che abbiamo seguito quando due anni fa nel salone dei locali dell’ex casello ferroviario ha provato e scelto i personaggi del cast del film “Re Minore” – torno spesso nella città che mi ha dato i natali e che mi ha costretto a partire per realizzare il mio sogno, quello del cinema. Racconto spesso le contraddizioni per una crescita sociale, umana, culturale ed economica”.





