Sciacca: Il ricordo di Accursio Miraglia nelle parole del presidente David Sassoli il 4 gennaio scorso

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Sebbene fosse ricoverato in ospedale il compianto presidente del Parlamento Europeo David Sassoli nei giorni scorsi dal suo lettino in corsia ad Aviano si è occupato di alcuni fatti siciliani di ieri e di oggi. Ha condannato i vandali che hanno imbrattato la marna di Scala dei Turchi a Realmonte e si è ricordato il 4 gennaio scorso del truce assassinio del sindacalista di Sciacca Accursio Miraglia, nell’anniversario della morte.

Così ha scritto un messaggio sulla sua pagina di facebook.

“Lavoro tanto perché i soldi mi servono per darli a chi ha bisogno”.

Accursio Miraglia, siciliano di Sciacca, mette su un’industria di pesce salato. Poi una rappresentanza di ferro e metalli, una gioielleria, è amministratore del teatro cittadino e infine presidente dell’ospedale. Ogni sera, si occupa di insegnare a leggere e scrivere ai braccianti, agli analfabeti. Distribuisce gran parte dei guadagni agli orfani e ai poveri.

Cattolico tenacemente impegnato nel sociale, comunista, dapprima imprenditore e poi artefice della prima Camera del Lavoro, crede in una Sicilia onesta e solidale, dalla parte di chi ha bisogno. Nel mirino della mafia e di interessi occulti, sa di rischiare la vita.

Alla moglie, preoccupata, risponde: “Lo so che ho figli, ma devo pensare anche a tante altre persone che hanno bisogno di me”.

Dice, anche: “Meglio morire in piedi, che vivere in ginocchio”.

Miraglia viene ucciso a colpi di pistola una sera fuori l’uscio di casa. La sua vicenda ispira Sciascia ne “Il giorno della civetta”.

È il 4 gennaio, nel 1947. Un giorno remoto, lontano.

Eppure a Sciacca ancora oggi, quando fai il suo nome, i vecchi contadini piangono per lui”.

Così gli risponde con un altro post a seguire il nipote del sindacalista saccense pure lui Accursio Miraglia

“Grazie Presidente! Talvolta alla famiglia rimane solo il ricordo di chi si è sacrificato in nome di un ideale, in assenza di significative manifestazioni di presenza da parte dello Stato. La famiglia, quindi, accoglie con grande piacere il suo ricordo che ravviva la pur mai sopita fiamma di speranza che, proprio in nome di mio nonno, alberga ancora nei nostri cuori nella speranza di una società migliore. Oggi tutti pensano al profitto, Accursio Miraglia, come altri eroi del ‘900, si fece sparare “gratis”, solo per aiutare il prossimo”.