Ribera: Urge una diga sul fiume Sosio-Verdura

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In un anno di piovosità media circa 100 milioni di metri cubi d’acqua del fiume Sosio-Verdura se ne vanno inutilizzati a mare, in un’area geografica con migliaia di ettari di agrumeti. Quando, come quest’anno, si registra la piena, l’acqua esonda, crea danni e porta via, come nei giorni scorsi, gli argini artificiali costati quasi 6 milioni di euro. E’ opinione di tanti, dai sindaci agli agricoltori, e perfino della chiesa che sul Sosio-Verdura serva una grossa diga a monte di Burgio o anche dei laghetti collinari lungo il percorso del fiume per circa 20 km.

Ad innescare la miccia è il battagliero padre Antonio Nuara che auspica: “Come sul Po e sul Piave, da noi servono invasi o casse di compensazione; l’acqua in esubero servirebbe nei periodi di magra per l’agricoltura e per gli usi civili e si eviterebbero gli sprechi finanziari di dover realizzare ogni anno gli argini artificiali trascinati a mare”. Sulla stessa lunghezza d’onda è il geologo Emanuele Siragusa, buon conoscitore dei bacini imbriferi agrigentini. “Il letto del fiume è pensile, in tanti tratti, a livello dei terreni, nei punti critici, tra anse e curve, bisognerebbe mitigare la corrente con sponde alte, resistenti, con buzzoni e non con la ghiaia. Per una diga, la Valentino, da decenni non c’è stata la volontà politica. A breve servono grandi laghetti collinare e le opere di interconnessione tra gli invasi”.

Il sindaco Matteo Ruvolo ha annunciato che “chiederò subito, con gli altri 13 sindaci del comprensorio, un’audizione alla IV commissione Agricoltura dell’Ars per sottoscrivere una convenzione, tra Regione, Enel, consorzio di bonifica e comuni, per utilizzare a costo zero il trasferimento dell’acqua da Gammauta alla diga Castello in tutta la stagione invernale e riempire l’invaso di Bivona con 20 milioni di metri cubi d’acqua”. Anche Alfredo Mulè, produttore agricolo e già sindacalista della Coldiretti, afferma:”Oggi servono un accumulo d’acqua non solo per le colture agrumicole, ma anche per il potabile, un’ adeguata manutenzione della rete di distribuzione idrica, sostegno alle aziende per la creazione dei vasconi in terra battuta”.