Cianciana-Montallegro: Quasi mille ettari di bosco in fumo

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Era il polmone verde dell’area collinare che dai Monti Sicani arriva quasi al mare nell’Agrigentino occidentale. In quattro giorni di fuoco, due a Cianciana e due a Montallegro, quasi mille ettari di bosco pregiato, con oltre 50 anni di vita, sono andati in fumo e cenere, a causa di incendi che potrebbero avere anche un’origine dolosa. I tecnici e gli operai del corpo della forestale stanno facendo il bilancio del pesante danno ambientale, spengono gli ultimi focolai e bonificano il vasto territorio compreso tra i centri di Cianciana, Montallegro, Cattolica Eraclea e Siculiana. Stando al primo sommario sopralluogo si calcola che in territorio di Monte Cavallo in agro a Cianciana siano andati bruciati 650 ettari di bosco e circa 300 ettari di area boschiva è stata totalmente cancellata in contrada Matarana, a cavallo dei territori di Siculiana e Montallegro.
Sono scomparsi, bruciate dalle fiamme sospinte dal vento, nonostante l’impiego di alcuni canadair, elicotteri, squadre antincendio e vigili del fuoco, a terra in H 24, decine e decine di migliaia di piante, dagli eucaliptus ai pini, dai cipressi alle roverelle e a naturalmente a tanta macchia mediterranea, con ricco sottobosco. Si tratta di un danno incalcolabile per la flora, la fauna e per l’habitat. Corre voce che molte aree boschive potevano essere salvate se la Regione Siciliana avesse incaricato in tempo utile gli operai forestali per realizzare i sentieri e i parafuochi utili a fermare le fiamme. Si è fatta tanta propaganda sulla presenza dei droni per individuare incendi e piromani, ma di essi nemmeno l’ombra.