Potrebbe essere definito il dramma della solitudine l’omicidio-suicidio dei coniugi Girolamo Vaccaro, 74 anni, e di Angelina Cocchiara, 75 anni, ambedue riberesi, senza figli, trovati morti con dei colpi di arma da fuoco, ieri mattina, nella loro abitazione della centrale via Parlapiano, a Ribera. A questa conclusione sono arrivati i carabinieri della tenenza di Ribera che, al comando del capitano Fabio Proietti, hanno sfondato, con i vigili del fuoco di Sciacca, il portone di casa e hanno trovato esanimi i corpi, in cucina, in un lago di sangue. Erano stati ieri mattina i vicini di casa a dare l’allarme i quali non vedevano da qualche giorno i due e che, per il forte caldo, percepivano degli odori nauseabondi, facendo pensare al peggio.
A causare la morte sono stati i colpi di pistola alla testa, con un’arma regolarmente detenuta dal marito. Nessuno nelle adiacenze pare abbia sentito nei giorni scorsi l’esplosione dei proiettili. Sono state subito escluse aggressione e rapina perché la porta di casa era chiusa dall’interno e le imposte accostate. Sul posto sono arrivati carabinieri, vigili del fuoco, polizia municipale ed ambulanza del 118. Non c’è stato niente da fare, erano morti da almeno 4-5 giorni, come ha fatto rilevare il medico legale e a seguito del sopralluogo del magistrato della Procura della Repubblica di Sciacca dott.ssa Roberta Griffo, incaricata di fare luce sul caso. Per gli inquirenti non è stato un rompicapo.
Sono descritti come coniugi tranquilli, silenziosi, senza prole, con dei parenti della moglie, sorella e nipoti per lavoro in Germania, così come hanno testimoniato i vicini di casa che li vedevano talvolta al balcone della casa a due piani, dove il padre del Vaccaro negli anni ’80 aveva una falegnameria. Pare non avessero né malattie, nè amici e per questa ragione si potrebbe ipotizzare per loro il dramma della solitudine. I parenti arriveranno nella giornata di oggi per i funerali. Girolamo Vaccaro era al secondo matrimonio. In prime nozze aveva sposato una ragazza di Calamonaci, da cui dopo alcuni anni si era diviso, aveva ottenuto il divorzio, era tornato a Ribera, dove si era risposato e dove per diversi anni ha fatto il portalettere in vari quartieri.
E’ sembrato strano a molti che l’uomo fosse in possesso di un’arma da fuoco regolarmente denunciata. Probabilmente, per un raptus mentale o un disegno preordinato avrà deciso di porre fine ai propri giorni e a quelli della consorte.





