Ribera: Ospedale, la priorità resta oggi il pronto soccorso generalista

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La pubblicazione del piano operativo di “rifunzionalizzazione post Covid” e l’attivazione del pronto soccorso covid da parte della Regione, da 24 ore, hanno calmato le acque, anche se tutte le istituzioni annunciano la vigilanza quotidiana sui provvedimenti in itinere, ma il problema urgente e necessario resta quello immediato del pronto soccorso generalista perché l’esistente è stato soppresso per legge e quello nuovo istituito accoglie soltanto pazienti covid. Da più parti, dagli amministratori comunali alla deputazione e ai cittadini comuni viene da settimane sottolineato che il punto di pronto intervento istituito – dicono una buona guardia medica – non garantisce l’area di emergenza per Ribera e per le popolazioni di una dozzina di comuni dei distretti sanitari.
Serve un’area di emergenza presso l’ospedale per fare fronte alle necessità urgenti del territorio. Diceva nei giorni scorsi l’ex segretario di Stato alla Sanità Nenè Mangiacavallo: “Chiamatela come volete, con qualsiasi sigla, ma la presenza sul territorio è necessaria”. Oggi tutti i comunicati, uno dietro l’altro, diffusi dalle istituzioni per compiacimento dell’operazione di rifunzionalizzazione, voluta dal commissario dell’Asp Zappia, fanno riferimento al pronto soccorso generico che non c’è, anche se il nosocomio riberese è un tutt’uno con l’ospedale di Sciacca che ha un pronto soccorso sempre intasato.
Richiedono una struttura di emergenza il consiglio comunale di Ribera che è stato all’uopo convocato per il 3 giugno, la chiesa di Ribera e la forania dei paesi circostanti, il comitato “Uniti per l’ospedale” che ha programmato un sit.in per 6 giugno, alcuni deputati e la stessa presidente della VI commissione Salute dell’Ars l’on. Margherita La Rocca Ruvolo.