Ritratti: Scrittori del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Pippo Bellone

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Pippo Bellone è uno scrittore e fondatore della casa editrice Lilit Books. Nato a Sambuca di Sicilia, per diversi anni ha vissuto in Svizzera, fino a quando con la moglie Maria ha deciso di tornare in Italia. Adesso abitano a Montescaglioso, in provincia di Matera. Un punto fermo nella sua vita sono sempre stati i libri, passione ereditata da sua madre. Ha sempre organizzato incontri d’autore e vari concorsi letterari l’ultimo, Narré R, lo ha dedicato ad Andrea Camilleri. L’ amore per la lettura l’ha portato a scrivere.
Tra i suoi libri: Aprire una finestra, All’ombra di un ficus, Partire con un treno tornare con Facebook, Te lo dirò domani. Poi è entrato nel campo dell’editoria. A Montescaglioso, 15 chilometri da Matera, organizza ogni anno, in estate, la rassegna “Il Paese dei Libri”. Per tre giorni il paese si trasforma in una grande libreria, e si riempiono tutti gli spazi dei negozi. Tutti espongono libri, dal macellaio al pasticciere, all’ottico. Un’idea che è piaciuta molto a tutti i critici italiani. “Nell’ultima edizione abbiamo avuto, tra le altre – racconta Bellone – anche la presenza di Sergio Rubini e di Dante Maffia, che è stato candidato al Nobel per la letteratura e che ha pubblicato con noi, Mariolina Venezia.
“Te lo dirò domani” è un libro che dovrebbero leggere tutti. Se uno ha voglia di fare un viaggio in Svizzera deve leggere questo libro particolare in cui si intrecciano paesaggi, gioie e storie di vita segrete nascoste nelle pieghe della memoria del tempo.


Il libro di Pippo Bellone una sua geniale creazione letteraria appassiona i lettori grandi e piccoli. Si apprezza innanzitutto la gradevole scrittura: semplice, chiara, diretta. In secondo luogo si trovano superbe descrizioni degli scenari paesaggistici, del contesto
sociale, dei particolari meteorologici unitamente alle caratteristiche umane dei personaggi. Ma l’emozione più grande scaturisce dalla esposizione attenta e delicata dei sentimenti, anche i più intimi e repressi come in questo caso, dalla bravura nello sfiorare argomenti più o meno scabrosi, lasciando al lettore il gusto di trovare il bandolo della matassa. Non manca quel tocco di suspense che rende movimentato il finale. Interessante la ripetizione del primo capitolo alla fine a sottolineare la metafora del girotondo della vita, dove tutto finisce e ricomincia esattamente nello stesso modo, dove cicli e ricicli si susseguono nel tempo costringendo l’uomo ad affogare il dolore nell’oblio.
Allo scrittore Pippo Bellone poniamo alcune domande per conoscerlo meglio.

– Come si diventa editore in un paese del sud?
Diventare editore al sud, è stata una scommessa con me stesso. Amo le sfide e ho deciso di puntare sulla qualità del prodotto e quando dico qualità non mi riferisco, ovviamente, solo al testo che rimane essenziale, ma anche al prodotto Libro. Scelte che vanno nell’uso della massima qualità del materiale che serve per creare un libro: la carta, la rilegatura , l’impaginazione, la copertina. Questi sono gli elementi che ci contraddistinguono.
– Come si fa oggi ad essere editore e scrittore in un Paese dove si legge poco?
Fa parte delle scommesse che ognuno di noi fa con se stesso. Io e i miei amici collaboratori, Andrea Romagnuolo, Marco Iembo e Riccardo Riccardi ci siamo dati un compito che è quello di stimolare la voglia di leggere e non perdiamo occasione per portare idee innovative che ci aiutino a sviluppare la voglia di leggere. Stiamo seminando continuamente e poi, nascono fiori come “Il Paese dei Libri”.
– Quando e come nasce l’avventura di Lilit Books?
L’avventura Lilit Books nasce nel gennaio 2017 per cercare di portare una voce e a volte un grido di aiuto per salvaguardare la voglia e il diritto di difendere e salvaguardare la cultura del bel libro.
– Cosa significa essere editore indipendente in questi anni così difficili?
In un paese come l’Italia dove, purtroppo, non si legge moltissimo, il rischio certamente c’è, esiste. Ma io amo le sfide tanto che la casa editrice nasce in una delle Regioni dove si legge meno. Così ho pensato alla semina.
– Come avviene la scelta per la pubblicazione di un libro?
La scelta per una pubblicazione, da noi avviene in base alle emozioni che il testo ci comunica.
– Come si coccola il pubblico dei lettori?
Il lettore lo si coccola cercando di soddisfare una parte dei suoi sensi, cercando di accontentare la sua voglia di viaggiare con la mente.
– In Italia chi sono di più gli scrittori o i lettori?
Questo è un handicap alimentato dalle potenze editoriali. Hanno un assoluto potere sui media e hanno la possibilità di fare diventare scrittore chiunque, anche persone che non sanno neanche parlare un italiano decente. Così si isolano i veri scrittori, persone che nello scrivere ci mettono l’anima. Una situazione del genere si potrebbe ribaltare aiutando le case editrici minori che puntano sulla qualità globale del libro.


– Che cos’è diventata la Cultura nel tempo che viviamo ?
La Cultura nei nostri tempi subisce attacchi da ogni parte, colpi forti. Per fortuna ha una capacità di reazione incredibile ed usa la sua forza per far reagire la gente, che la ama per farsi proteggere.
– A Montescaglioso si legge ancora il poeta Rocco Scotellaro?
Penso sia impossibile non leggerlo. I suoi libri sono presenti nelle scuole e ci sono diverse associazioni culturali a lui dedicate.
– Qual è il potere di un libro?
Il potere di un libro è quello di trasmettere emozioni che variano dalla bellezza immensa alla profonda tristezza. Tutto però diventa positivo perché mostra la capacità di tenere vivi i sentimenti, ti porta a viaggiare con la fantasia e, anche se virtualmente, hai la sensazione e l’emozione di vivere tante vite e di viaggiare nell’infinito.
– I libri, come dice Umberto Eco, “sono i nostri vecchi” qual è il tuo pensiero di scrittore?
Il pensiero di Umberto Eco contiene il massimo amore per la scrittura. I nostri vecchi, L’esperienza, la saggezza, la vita vissuta e quella che vivremo.
– Qual è il libro che tutti dovremmo leggere?
Ho amato “ Il nome della rosa” di Umberto Eco e “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez
– Chi sono i tuoi scrittori di riferimento?
Fra gli scrittori che seguo con piacere c’è Gianrico Carofiglio.
– Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
I progetti per il futuro come casa editrice prima e come Pippo Bellone, dopo, sono la diffusione della lettura e dell’amore verso i libri, quindi verso i pensieri degli altri. Durante tutto l’anno seminiamo e poi con la manifestazione de “Il Paese dei Libri” è una forma di raccolta di idee e di pensieri da comunicare a più gente possibile.