Mimmo Macaluso, direttore scientifico del WWF Sicilia Area Mediterranea, ha curato per il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università di Napoli, la taratura dei rilievi geofisici della Sicilia Occidentale, per conto del GEAG (Gruppo Geologia Ambienti Costieri), con particolare riferimento ai banchi di Posidonia oceanica, di cui ha effettuato rilievo, mappatura e documentazione digitalizzata.
“La possibilità che il Percnon gibbesi (granchio corridore atlantico), possa nutrirsi di Posidonia oceanica – afferma Macaluso- rappresenterebbe una evidenza dalle grandi implicazioni legate alla possibile interferenza di questo granchio alieno con un ecosistema in cui questa pianta marina non è soltanto il substrato che fornisce rifugio a diverse specie di animali e stabilizza i fondali marini, ma anche un fattore di regolazione bio-chimica delle acque. Uno studio del 2006 (in hydrobiologia) effettuato nelle acque di Linosa, ha evidenziato nello stomaco di questi granchi, dalla dieta quasi esclusivamente vegetale, la presenza di numerose alghe, ma non di posidonia, ma questo non esclude che questo animale non aggredisca i posidonieti, dato che nell’area di Linosa interessata da questo studio, non cresceva questa pianta marina (la posidonia non è un’alga, ma una pianta che si è adattata alla vita sottomarina).
Lo studio che intendiamo intraprendere, rappresenterebbe dunque un interessante tassello nella comprensione dei delicati equilibri che regolano l’ambiente marino del mediterraneo e dei potenziali fattori che possono interferire su tale equilibrio, con conseguenze devastanti.”
Nella foto il dott. Macaluso con un altro granchio, quello detto alieno fantasma.






