Ribera: Le liriche di Saro Marretta in una antologia bilingue

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Le poesie del poeta riberese Saro Marretta, da circa mezzo secolo residente in Svizzerra, ma spesso a Ribera per incontrare parenti ed amici e per rivedere la sua terra natia, sono state inserite in una antologia bilingue curate da Luigi Bonaffini e da Joseph Perricone.
Si tratta di liriche in italiano o in uno dei dialetti italiani con traduzione inglese a fronte di 80 autori che vivono o che hanno vissuto in undici nazioni di lingue diverse: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Croazia e Slovenia, Francia, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Venezuela. Dalla Svizzera sono stati scelti testi di Silvana Lattmann, Leonardo Zanier, Saro Marretta e Aida Airaghi con presentazione di Jean-Jacques Marchand dell’università di Losanna. Saro Marretta, detto Saraccio, classe 1940, torna alla tematica classica dell’identità migrante, in particolare di un autore residente in Svizzera dagli anni ‘60, che, oltre al bilinguismo di prassi, si esprime anche con il dialetto di Ribera e di quello di Berna, il Bernerdeutsch, il quartetto linguistico della raccolta Agli (1982), l’unica rappresentata nell’antologia in esame. La memoria dell’ex migrante riberese integrato si volge spesso all’indietro, alla scena madre dell’addio alla madre, all’inizio della grande avventura personale e sociale: “Potessi rivivere / il giorno della mia partenza / che mi metterei a correre / come un cattivo animale / a scornare tutti / a gettarli a mare / che non avverrebbe più / la mia partenza”.