Ribera: la burocrazia frena ancora l’appalto delle 60 case popolari

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La burocrazia, sempre imperante tra il pubblico e il privato, frena l’appalto dei 60 alloggi popolari da demolire, perché pericolosi, e da ricostruire, con un finanziamento della Regione Siciliana di oltre 10 milioni di euro. Il prefetto di Agrigento Dario Caputo nella giornata di ieri ha avuto un incontro con i vertici dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Agrigento per conoscere ciò che ha impedito a tutt’oggi la firma del contratto tra l’ente e la ditta alla quale è stata assegnata la gara di appalto.
“Il rappresentante di governo ci ha chiesto di pazientare qualche altro giorno in attesa dell’arrivo ad Agrigento di una certificazione da Caltanissetta che per altri componenti è già arrivata – ci dice il sindaco di Ribera Carmelo Pace che ha seguito da anni, e specie in questi ultimi giorni, le lungaggini dell’appalto dell’opera, assieme a tutte le famiglie – chiedere ancora pazienza a tanta gente davvero esasperata, perché da oltre cinque anni fuori dalle loro abitazioni, è davvero un terribile paradosso. I nuclei familiari hanno annunciato che, se nel giro di qualche giorno la vicenda non si sbloccherà, andranno ad occupare stabilmente la sede agrigentina dell’IACP”.
I guai sì sono per le 60 famiglie che sono state sloggiate dalle loro case con la promessa che in breve tempo sarebbero tornate ad abitare in alloggi ricostruiti con denaro pubblico. Il problema più grosso lo sta affrontando finanziariamente il Comune di Ribera che, in oltre cinque anni di attesa, ha già speso 250 euro mensili a famiglia, per una spesa complessiva di quasi un milione di euro di denaro tratto dal bilancio municipale. E le case sono ancora là, da demolire e da ricostruire, non si sa ancora per quanto tempo.