Alcuni giorni fa la notizia della presunta approvazione di un Decreto Legge, il quale prevedeva l’abolizione degli esami di Stato, ha fatto il giro del web, illudendo per brevi istanti gli studenti. Ma sono bastate, appunto, poche ore per dimostrare si trattasse di una bufala. Non esiste infatti nessuna proposta di legge.
Ma ragazzi, davvero sareste stati contenti di non sostenere gli esami?
Ogni anno si spera che la sera prima si possa sapere qualcosa sulle tracce della prima prova scritta. Si crede esista davvero una spia nel Ministero che la notte mette in rete i possibili temi. Ci crediamo a tal punto da dire all’amica: “Stanotte non spegnere il cellulare che se escono le tracce ti chiamo”. Ma non si capisce da che parte stia veramente questa spia, dato che le sue indiscrezioni il giorno dopo si rivelano sempre errate. Se quel Decreto fosse stato reale non avreste provato l’adrenalina e le mani che sudano mentre la Prof. apre la busta e inizia a leggere le tracce dei temi. Di solito per farvi soffrire un po’, la traccia che deciderete di fare, perché è l’unica che vi permette di scrivere almeno una pagina, viene letta per ultima. Nella seconda prova, per il classico c’è la versione di Greco o Latino, vedendo in Platone e Cicerone i più acerrimi nemici; per lo scientifico, “la matematica non sarà mai il mio mestiere” sembrerà scritta per voi. Spererete che il compito vi piova dal cielo, e se avete fede da qualche parte arriverà. Per l’ultima prova c’è il cosiddetto “quizzone”, e lì cari miei, l’unione fa la forza.
Finiti gli scritti, inizia la maratona finale che vi porterà al giorno dell’orale. Vi convincerete che in una settimana riuscirete a studiare quello che non avete studiato in cinque anni. E poi vi ritroverete seduti di fronte la Commissione, alcune facce conosciute, altre no. Momenti che resteranno indelebili nella vostra mente.
Ricordo con grande emozione quei giorni. Certo, se mi avessero detto che c’era la possibilità di non sostenere gli esami avrei fatto i salti mortali dalla gioia, ma mi sarei persa la faccia del caro Prof. Giandalia che sconsolato mi chiede:”Cortese, solo questo sai?”.





