L’articolo di ieri sullo stereotipo della nonna riberese ha riscosso successo, forse perché in molti avete riconosciuto un po’ delle vostre nonne. Si è avvertita, però, la mancanza di una parte che riguardasse la nonna riberese in cucina. Ma, come ha giustamente osservato qualcuno, l’articolo sarebbe diventato troppo lungo. Quindi, oggi, dedichiamo una sezione speciale all’argomento.
Provate a chiudere gli occhi e a pensare a vostra nonna mentre è all’opera nella sua cucina. Sì, è un’immagine universale: con il grembiule, o “fasdale” che dir si voglia, le maniche del maglione alzate (possibilmente fermate con degli elastici per non farle cadere giù), con le mani sporche di farina perché quella sera ha deciso di impastare “tecchia” di pizza (minimo tre chili), ma con i capelli sempre in ordine,come se si fosse tolta i bigodini dieci minuti prima.
Siamo proprio contenti quando arriva la domenica, perché il più delle volte sappiamo che andremo a pranzo dalla nonna. Perché diciamolo, le nostre mamme saranno pure brave a cucinare, ma la semplice pasta al sugo e la carne “mpanata” della nonna, hanno tutto un altro sapore. Sarà pure che quando la nonna cucina per i suoi nipoti ci mette proprio tutto il cuore. Sì perché per la nonna riberese il nipote è sempre “siccu mortu”. Specialmente quando sono bambini è sempre convinta che sia la madre, ovvero la nuora, a non fare mangiare abbastanza i figli (la sentite pure voi la vocina della nonna che dice: “Ma chi fa un ci duni a mangiari a st’addevu?”). Tutti gli sforzi e i sacrifici della nipote che ha deciso di mettersi a dieta vengono spazzati via quando il pomeriggio va a trovare la nonna, che prima ancora di sedersi le chiede se vuole un tarallo o un pasticciotto appena sfornato. Ma la nonna riberese è fatta così, le piace viziare i nipoti.
Si potrebbe scrivere per delle ore sulle pietanze cucinate dalla nonna, ma ho deciso di darvi una personalissima classifica dei cinque piatti che ritengo siano l’apoteosi del gusto. Il mio umore cambia decisamente in meglio quando nell’aria sento odore di: 1) “Brusciuluni”; 2) “Froscia”; 3)”Pasta ‘ncasciata”; 4) “Sarde a beccafico”; 5) “Sasizza ‘nfurnata”, possibilmente con le patate.
Sicuramente le vostre classifiche saranno diverse, quindi se volete sbizzarritevi e fateci venire l’acquolina in bocca.
Ma voi avete mai trovato in casa di vostra nonna una ricetta scritta da qualche parte? Non c’è nessuna traccia, forse perché ormai le ricette ce le hanno stampate in mente, ci vanno ad occhio. O forse perchè, quando qualcuno della famiglia le chiede la ricetta de “l’impugnulati” gli dà le dosi sbagliate, per essere sicura di poter dire con un pizzico di perfidia: “A mia megliu mi vennu”.
Ps. È iniziato tutto per gioco, e continua ad esserlo. Ma era giusto metterci la faccia. “Ancora ascutu cu era” (vi ho sentiti).





