Ikea a Palermo: Siamo psicologicamente pronti?

2007

La notizia che il colosso svedese è intenzionato ad aprire un punto vendita a Palermo ha mandato in estasi non solo i palermitani, ma un po’ tutti gli abitanti delle province limitrofe. Anche noi riberesi. Il non dover più partire per il viaggio della speranza verso Catania, ci riempie di gioia. La possibilità di andare all’Ikea impiegando poco più di un’ora e mezza sembrava quasi un’utopia.

Ma siete psicologicamente pronti?

Per la prima visita sceglierete di andare la domenica. Sì perché la domenica è quel giorno della settimana in cui vorresti riposare ma ti annoi non sapendo cosa fare. Il sabato sera organizzate il programma di viaggio con parenti e amici. Esordirete dicendo:”Sì, andiamo domani, è domenica, non ci sarà nessuno”. Primo passo falso, iniziate a scavarvi la fossa da soli. Perché una volta arrivati al parcheggio dell’Ikea vi renderete conto che centinaia di persone hanno avuto la vostra stessa idea. Ma questo piccolo dettaglio non vi scoraggerà.

Siete entrati. Per ambientarvi prendete la borsa gialla che trovate all’ingresso dove metterete i vostri acquisti, anche se siete partiti con la convinzione di non dover comprare, perché è un dato di fatto che non vi serve niente. Secondo passo falso, rimpiangerete di non aver preso il carrello. Ecco alcuni esempi di cosa vi ritroverete a comprare senza neanche accorgervene: set di coltelli, bicchieri, tazze da tè (nemmeno lo bevete il tè), cavatappi, portafotografie (stoneranno con il vostro arredamento), portabiancheria, cuscini per il divano, copertina di pile, set di contenitori di plastica, tazzine da caffè. Tra una cosa e un’altra vi metterete in borsa le matite e il metro.

Lungo il tragitto deciderete di comprare una cassettiera, che può sempre tornare utile. Esordirete dicendo:”Sì prendiamola, non è poi così difficile da montare”. Terzo passo falso, una volta a casa vi maledirete. Passeranno delle ore prima di iniziare a vedere la cassettiera che prende forma. Sappiate che vi ritroverete di fronte a due possibilità: manca una vite, avanza una vite. Nel primo caso sarete costretti a rimediare andando in una ferramenta, nel secondo invece, solo dopo qualche giorno, quando il cassetto non si chiuderà bene capirete di aver sbagliato qualche passaggio.

Con il passare delle ore, inizierete ad avere una leggera emicrania, l’aria comincerà a farsi pesante da respirare, e a quel punto deciderete di dirigervi verso l’uscita. Quarto passo falso. L’uscita vi sembrerà un miraggio, in preda ad un attacco di panico fisserete il pavimento per seguire le frecce che vi porteranno fuori, ma intanto continuerete a girare lungo tutto il percorso obbligatorio. Continuando a comprare altre cose inutili.

Siete fuori. Respirate finalmente un po’ d’aria fresca. Vi siete ritrovati a spendere una cifra sostanziosa per non si sa bene cosa. Pensate che sarà il caso di iniziare a bere il tè, non è poi una così cattiva abitudine. Siete al volante, pronti a ripartire, e in un momento di lucidità esclamerete: “Noooo! Non abbiamo preso il salmone!!”. Quinto e ultimo passo falso.

Dai, sarà per la prossima volta, perché ci sarà una prossima volta. O forse no?.