Si apre uno spiraglio sulla vicenda delle case popolari di Largo Martiri di via Fani. La Regione Siciliana ha fatto sapere che per mercoledì, alle ore 12,30, è in programma presso l’assessorato alle Infrastrutture la riunione durante la quale si dovrebbe procedere alla firma dell’accordo di programma tra la stessa Regione Siciliana, l’Iacp di Agrigento e il comune di Ribera. Ne ha dato notizia stamattina, con un comunicato stampa, il sindaco di Ribera Carmelo Pace il quale ha dichiarato: “auspichiamo che già mercoledì si possa trovare una soluzione che vada bene sia agli inquilini proprietari che per gli inquilini affittuari, affinchè si possa compiere un notevole e importante passo in avanti verso la soluzione di questa grave problematica”.
Il primo cittadino nei giorni scorsi, dopo avere espresso solidarietà alle famiglie che hanno sgomberato gli alloggi, aveva “minacciato” che, se entro oggi non fosse arrivata una risposta da Palermo, una nutrita delegazione delle 62 famiglie riberesi sarebbe andata alla Presidenza della Regione a protestare per accelerare l’iter burocratico della firma della convenzione.
Le affermazioni del sindaco hanno provocato, tuttavia, delle polemiche politiche perché per il coordinatore provinciale del “Megafono” Gaetano Montalbano la situazione era in uno stato di stallo in quanto “si è perso del tempo poiché il sindaco è stato diverso tempo in America e lo schema di accordo è già da diversi giorni pronto e non capisco le polemiche sollevate dal sindaco”.
Più duro era stato tre giorni fa il segretario locale del Sel Angelo Renda che ha scritto: “invito il sindaco Pace ad evitare atteggiamenti di sterile contrapposizione fra le Istituzioni. La Regione ha fatto la propria parte, nel migliore dei modi, stanziando le somme necessarie alle riqualificazione del sito e dando la possibilità allo Iacp e al Comune di Ribera di superare i problemi giuridici relativi alla situazione dei proprietari. Si tratta adesso di agire con la dovuta calma, urgenza e spirito di reciproca collaborazione evitando nel modo più assoluto attacchi pretestuosi che non sono proficui alla risoluzione della vicenda, ma a fomentare allarmanti tensioni sociali“.





