Aggiornamento delle ore 07:27 all’articolo pubblicato ieri (16 aprile) alle ore 15:29
Si addensano ancora nubi nere sulle palazzine delle case popolari di Largo Martiri di via Fani. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca (come abbiamo già pubblicato ieri pomeriggio) ha reso noto, nell’ambito dell’attività investigativa, che ha proceduto nella mattinata di ieri al sequestro (come si può vedere nella foto) di ben nove palazzine di case popolari, già oggetto di ordinanze di sgombero adottate dal sindaco di Ribera Carmelo Pace e tutte già abbandonate da 54 famiglie che hanno trovato alloggio momentaneo presso case prese in locazione in diversi quartieri della città. Manca all’appello soltanto la decima e ultima palazzina che sta per essere sgomberata in questi giorni a causa del ritardo nell’effettuazione delle prove di carotaggio sul cemento armato dei pilastri portanti dell’immobile.
La Procura della Repubblica di Sciacca ipotizza, nel procedimento iscritto a carico di soggetti noti indagati, “il reato di frode in pubbliche forniture ed altro delitto contro l’incolumità pubblica”. Non è ancora chiaro chi siano i destinatari dell’indagine, ma è lecito pensare che si possa trattare dell’impresa che circa 30 anni fa costruì gli immobili di edilizia economica o dello stesso istituto delle case popolari di Agrigento che ne è in parte proprietario e che in questi anni ha fatto effettuare anche dei lavori di riparazione delle palazzine, all’interno delle quali alcuni appartamenti sono stati venduti a privati cittadini, anche di recente.
L’indagine della Procura della Repubblica ha certamente preso l’avvio da un esposto presentato nell’agosto scorso da alcuni inquilini che, capeggiati da Angelo Renda del locale circolo del Sel e assistiti dall’avvocato Francesco Montalbano di Ribera, hanno paventato il grave pericolo rappresentato dalle condizioni precarie delle case popolari della circonvallazione, denunciando il possibile reato di truffa. Delle 10 palazzine, ben 9 sono state sgomberate in queste settimane con il massiccio intervento delle forze dell’ordine.
Addirittura pare che per gli inquilini e i proprietari delle palazzine 2-3-4 sia già scattata la condanna, certamente pecuniaria, per non avere ottemperato alla ordinanza sindacale di sgombero emessa dai primi giorni del nuovo anno. Gli inquilini riberesi si augurano – è stato detto – che il provvedimento di sequestro sia veloce perché attendono con ansia la demolizione degli immobili precari e la loro ricostruzione, come promesso dalla Regione Siciliana, sia dall’ex governatore Lombardo che dal presidente Crocetta.
(foto di Enzo Minio)





