Notte di fuochi artificiali per la festa del patrono San Vincenzo Ferreri. Gli artistici spari sono iniziati alle 22 e sono terminati alle 6,00 del mattino successivo per un costo complessivo di circa 100 mila euro. Mai tanta gente, cittadini calamonacesi, emigrati, visitatori, turisti e curiosi, si era mai vista nella cittadina che può avere ospitato anche 10 mila persone che sono rimaste per ore con testa all’insù rivolta al cielo. Uno spettacolo pirotecnico che è gravato in buona parte economicamente sulle tasche dei calamonacesi, senza denaro pubblico. I tre comitati cittadini, quelli di San Vincenzo, San Giovanni e San Michele, non hanno badato a spese se hanno fatto arrivare in paese camion carichi bombe che hanno illuminato a giorno il paese e le sue periferie. Da Misilmeri e dalla provincia di Avellino sono arrivate rispettivamente per i gruppi di San Michele e di San Giovanni le ditte specializzate in fuochi Calamita e Di Matteo. Gli emigrati prendono le ferie solo ad agosto per godersi le delizie dei fuochi variopinti e dei botti roboanti. La festa di tre giorni è finita ieri e già si programmano l’appuntamento e le spese dell’anno prossimo. Fede e folklore vanno a braccetto.






