“Oltre alle immancabili notizie sul covid, in questi giorni la stampa, principalmente locale, ha riferito d’incontri e di relativi impegni, sulla situazione idrica e sulle prospettive per la prossima campagna irrigua del comprensorio. Da ex operatore del settore, mi ha colpito il fatto che della materia hanno parlato solo i sindaci e qualche consigliere comunale dei centri interessati; in piena assenza delle organizzazioni professionali agricole e del Consorzio di Bonifica, i naturali referenti dei produttori.
Mi meraviglia inoltre il fatto di arrivare a metà marzo nella totale indifferenza dei veri protagonisti delle sorti del settore vitale della zona, che si basa sulle disponibilità dell’acqua per l’agricoltura. Non si comprende inoltre il motivo che in presenza di piogge ordinarie, per la stagione, dal Gebbia arrivi pochissima acqua alla Diga Castello, a causa della mancata manutenzione del torrente stesso.
Manutenzione che va fatta nel periodo estivo e non dopo le piogge, dal Consorzio di Bonifica, o dall’ESA, enti che dovrebbero gestire il territorio alla distanza di oltre 150 km, avendo la sede a Palermo. Consorzio di Bonifica del quale un comprensorio come il nostro, con circa diecimila ettari d’irriguo, non conosce il commissario ed il direttore del quale, che aveva garantito la presenza, nella sede periferica, tutti i mercoledì e non si fa vedere da parecchi mesi.
Così come non è facilmente comprensibile il fatto che un’opera costata al Paese circa 25 milioni di euro, la famosa “Bretella di collegamento Verdura-Castello”, non sia utilizzata, nonostante i ripetuti allarmi dei meteorologi, che hanno più volte annunciato il pericolo di siccità per la Sicilia, dove, ad oggi, rispetto all’anno scorso, mancherebbero 240 milioni di metri cubi d’acqua negli invasi.
Ricordo che il presidente Musumeci, quando venne a conoscenza, in uno dei diversi incontri, sul tema acqua, che la “bretella” è gestita dall’ENEL, che per metterla in funzione, pretende il pagamento, per mancata produzione d’energia elettrica, la definì un’assurdità. Ma, da quel che ha riportato la stampa, a conclusione dell’ultimo incontro con i sindaci, il presidente della Regione ha solo promesso che avrebbe sentito l’ENEL, senza alcun intervento immediato. Questo “ sentire “ quando avverrà?
Intanto mezzo mese di marzo è passato e siamo alla vigilia della stagione irrigua, con quali prospettive?
E la principale struttura di servizio, la rete irrigua è stata revisionata?
Con i prossimi investimenti, i famosi Recovery, si dice che arriveranno finanziamenti anche per l’agricoltura ed il risparmio idrico, in particolare, il Consorzio s’è attivato a progettare il rifacimento dell’intera rete irrigua del comprensorio, ad iniziare dall’adduttore principale dalla diga Castello, risalenti agli anni ‘80 e che tanti patemi ha dato negli ultimi anni?
Spero che qualcuno intervenga in maniera adeguata, dando risposte concrete al territorio”.
Ribera 16 Marzo 2021
Giovanni Caruana
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Attualità & Cronaca Ribera: Giovanni Caruana “Programmazione irrigua in alto mare. Poca acqua nelle dighe....





