Per gli incendi, che arrivano puntuali e devastanti ogni estate, non saranno ricercati soltanto i piromani che in maniera più o meno dolosa appiccano il fuoco che produce danni irreversibili al territorio e al patrimonio boschivo, ma saranno individuati, pure, per la prima volta, i proprietari dei terreni lasciati incolti e abbandonati, attraverso cui si propagano le fiamme. Per salvaguardare la pubblica incolumità e per proteggere l’ambiente è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica di Sciacca, una ventina di comuni delle province di Agrigento e Trapani, i carabinieri, i vigili del fuoco e gli ispettorati ripartimentali delle due province.
Hanno sottoscritto il protocollo 20 comuni, di cui 15 agrigentini (Alessandria della Rocca, Burgio, Caltabellotta, Menfi, Ribera, Sambuca di Sicilia, Bivona, Calamonaci, Cianciana, Lucca Sicula, Montevago, Santa Margherita Belice, Santo Stefano Quisquina, Sciacca, Villafranca Sicula), 5 trapanesi (Gibellina, Partanna, Santa Ninfa, Poggioreale, Salaparuta), le compagnie dei carabinieri di Sciacca, Cammarata e Castelvetrano, gli ispettorati ripartimentali delle foreste e i vigili del fuoco di Agrigento e Trapani, nonché la Procura della Repubblica di Sciacca.
Nell’accordo sono delineati i territori, le riserve, i siti Sic e le aree protette che interessano le foci dei fiumi Verdura e Magazzolo di Ribera, il bosco di Santo Stefano Quisquina, Monte San Calogero di Sciacca, Grotta e Monte San Calogero di Santa Ninfa e il complesso dei monti di Gibellina.
Negli articoli del protocollo d’intesa, si dispone, con l’emanazione di apposite ordinanze sindacali, che nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 15 ottobre, in prossimità di boschi, terreni cespugliati ed agricoli ricadenti nei territori comunali viene fatto divieto di accendere i fuochi, bruciare stoppie, sterpaglie, materiale erbaceo, residui di potature e di giardinaggio e di gettare mozziconi di sigarette dai veicoli in transito.
Viene ordinato, per la prima volta, ai proprietari e agli affittuari dei terreni, specie a quelli lasciati incolti con erbacce, di provvedere entro il 15 giugno al decespugliamento e all’asportazione di tutti i materiali, fonti di incendio. Nel mancato adempimento, il Comune può intervenire in via sostitutiva, addebitando le spese al soggetto interessato. Per l’inosservanza sulle aree incolte, per la mancata pulizia e a causa di procurato incendio, sono previste sanzioni pecuniarie che vanno dai 159 ai 639 euro e dai mille sino a diecimila euro.
Le forze dell’ordine sono state incaricate di vigilare, controllare e approfondire indagini, mentre i sindaci dei 20 Comuni hanno già emesso le rispettive ordinanze relative ai quattro mesi estivi.
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Attualità & Cronaca Ribera-Sciacca: Protocollo d’intesa tra Procura, amministrazioni comunali, carabinieri, vigili del fuoco e...





