Agrigento: La 4^ Commissione dell’Ars chiederà al governo regionale la revoca della diffida di invio dei commissari per la consegna delle reti idriche. Presenti 20 sindaci agrigentini

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La quarta commissione Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana chiederà al governo regionale la revoca della diffida dell’invio dei commissari presso i comuni agrigentini inadempienti che non hanno ancora consegnato le reti idriche e fognanti a Girgenti Acque che si occupa del servizio idrico in provincia. Questo è quanto deciso ieri mattina durante la riunione dalla commissione. Erano presenti tutti i componenti: Panepinto, La Rocca, Trizzino, Malafarina, Mangiacavallo, Maggio e Palmeri. Era assente il governo regionale con l’assessore al’Energia Contraffatto.
A Palermo si erano recati tutti i sindaci cosiddetti “ribelli”, una ventina di amministratori comunali che si erano riuniti nei giorni scorsi per concordare la piattaforma delle rivendicazioni al palazzo comunale di Santo Stefano Quisquina. In una sala attigua, al Palazzo dei Normanni, sono rimasti in attesa della risoluzione della commissione (nella foto) i sindaci di Burgio, Bivona, Santa Margherita Belice, Menfi, Ioppolo Giancaxio, Lucca Sicula, Camastra, Montevago, Santo Stefano Quisquina, Bivona, Alessandria della Rocca, Cianciana, San Biagio Platani, Cammarata, Palma di Montechiaro, Sambuca di Sicilia, Santa Elisabetta e Camastra.

Sindaci in 4^ commissione per acqua potabile
E’ successo che la Regione Siciliana ha fatto pervenire una nota ai comuni “ribelli” a consegnare entro la prima settimana di marzo le reti idriche che attualmente gestiscono e che, passato un mese, avrebbe inviato dei commissari ad acta per i provvedimenti sostitutivi degli enti locali in materia di distribuzione idrica. I sindaci agrigentini hanno ottenuto dalla quarta commissione dell’Ars il parere favorevole in base al quale il governo Crocetta dovrebbe bloccare l’invio dei commissari presso le sedi municipali di una ventina di comuni agrigentini.
Alcune cittadine hanno già fatto montare sui prospetti dei palazzi comunali dei grandi striscioni nei quali si legge “L’acqua è nostra. Commissario torna a casa”, come è il caso di Burgio. Intanto, si ricompone il fronte dei sindaci che, sia quelli che non hanno consegnato le reti che quelli che l’hanno fatto, contestano il servizio idrico. Per domenica pomeriggio è stata organizzata, alle 16, al comune di Burgio, una riunione alla quale prenderanno parte sia sindaci “ribelli” che quelli “pentiti”.
“E’ un primo positivo passo avanti – ci dice il sindaco Ferrantelli di Burgio – per l’unità finalizzata all’approvazione della legge regionale sul riordino del servizio idrico in Sicilia, in base allo statuto regionale. Qualsiasi comune potrà gestire il servizio come crede più opportuno. E in attesa, chiediamo l’applicazione della legge regionale 2 del 2013”.
Alla fine dell’incontro di Palermo l’on. Panepinto ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Abbiamo votato un atto di indirizzo netto, che blocca quello che sarebbe un vero e proprio sopruso amministrativo e legislativo”. Lo ha detto ieri Giovanni Panepinto, parlamentare regionale del PD e promotore delle iniziative di legge sull’acqua pubblica, a proposito del voto con il quale stamane la commissione Territorio e Ambiente dell’Ars ha approvato ad unanimità una risuluzione per chiedere la revoca del provvedimento con il quale, nelle scorse settimane, il dirigente del Dipartimento acque e rifiuti dell’assessorato regionale all’Energia aveva intimato i comuni che non lo avessero ancora fatto, alla riconsegna degli impianti idrici. “Questa richiesta è in aperta violazione della legge regionale 2 del 2013 – aggiunge Panepinto – abbiamo già presentato una interrogazione parlamentare e i comuni interessati hanno votato appositi ordini del giorno. A questo però serve un atto di chiarezza da parte dell’assessore Contrafatto e del presidente Crocetta”.