L’Enel ha chiuso la sede operativa di Bivona e subito sono capitati diversi disservizi elettrici. Disagi e lamentele degli utenti nei quattro paesi dell’interno montano dove è venuta mancare la luce perfino per 12 ore. Questo è quanto sostengono i sindaci Francesco Cacciatore di Santo Stefano Quisquina, Giovanni Panepinto di Bivona, Alfonso Frisco di Alessandria della Rocca e Santo Alfano di Cianciana i quali hanno già inviato delle lettere di protesta all’Enel di Roma e di Palermo, contestualmente ad una nota trasmessa al prefetto di Agrigento, lamentando i disservizi e i ritardi con cui viene oggi gestito il servizio a seguito della della soppressione della sede di Bivona che in questi ultimi decenni aveva garantito alle popolazioni e agli utenti tempestività e celerità degli interventi.
Nella nota dei quattro sindaci viene evidenziato come “la scelta dell’Enel di chiudere il presidio di Bivona penalizza il territorio per la lontana dislocazione geografica delle squadre (Cianciana e Alessandria saranno servite da Sciacca e Bivona ed Alessandria da Cammarata), con una viabilità precaria e marginale che costringe gli operatori dell’Enel ad impiegare oltre un’ora per raggiungere Alessandria della Rocca da Sciacca”. A Santo Stefano Quisquina il 21 e 22 febbraio scorso – ha scritto il sindaco Cacciatore – si è avuta una interruzione della corrente elettrica in diverse aree del territorio urbano ed extra (Contuberna, Bosco Kadera, Costa delle Aquile) dove tanti utenti sono rimasti al buio per quasi 12 ore, dalle 2 alle 13,15 del 22 febbraio.





