Ribera: Pacchi postali rubati in diversi centri agrigentini – Decine e decine le denunce già presentate alle Poste e ai Carabinieri

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Da diversi centri della provincia di Agrigento non si possono più spedire pacchi, utilizzando i servizi di Poste Italiane, perché i colli sono ormai oggetto, periodico e puntale, di tanti furti che creano disagi e soprattutto gravi danni economici agli utenti. Questo è quanto sostengono decine e decine di utenti di Ribera, Calamonaci, Caltabellotta, Sciacca, Burgio e di diversi centri del versante orientale della provincia che hanno visto purtroppo i loro pacchi non consegnati ai destinatari, in tutta Italia. Questo è quanto si evince pure dei numerosi reclami che sono stati presentati nei diversi uffici postali agrigentini e dalle puntali denunce fatte dai cittadini presso le stazioni locali dell’Arma dei carabinieri.
Gli ultimi casi clamorosi si sono presentati nei giorni scorsi, a partire dal 18 febbraio scorso, sia a Calamonaci che a Ribera dove, dagli uffici postali, i pacchi sono partiti regolarmente, sono arrivati ad Agrigento da dove poi sono incredibilmente spariti, come mostrano le tracciature delle Poste Italiane e i reclami telefonici che sono stati recepiti dal numero verde dell’ente. Altrettante denunce sono state presentate in questi primi mesi dell’anno anche a Sciacca, a Caltabellotta dove gli utenti, che si sono serviti delle poste, hanno visto sparire nelle settimane passate i colli, mai ritrovati.
Pare che i ladri preferiscano i pacchi che contengono liquidi di un certo valore come l’olio extravergine d’oliva in lattine e spedito dentro a delle scatole di cartone o a delle cassette di legno. Mancano all’appello per la consegna perfino alcune cassette di arance spedite dal comprensorio riberese da aziende agricole a clienti e familiari nelle regioni dell’Italia settentrionale. E’ clamoroso il caso di diversi pacchi che, spediti da un oleificio agrigentino, sono puntualmente spariti, quasi certamente in Sicilia e forse tra le province di Agrigento e di Caltanissetta.
Sta per nascere un comitato unitario in alcuni paesi per sensibilizzare le Poste Italiane a salvaguardare la sicurezza e la consegna dei pacchi. Molti utenti sono convinti che non si tratta di furti isolati, che ci sono stati qualche volta in passato, bensì di una vera e propria organizzazione criminale che depreda poste e clienti. A parte il rimborso richiesto per le spese postali sostenute (un pacco celere di tre giorni costa 17,90 euro), le Poste Italiane sono state già chiamate dai cittadini, assistiti dai propri avvocati, a definire il contenzioso dei danni causati dal furto, nell’ordine a volte di diverse centinaia di euro.
Da una breve indagine compiuta a Ribera e Calamonaci abbiamo potuto accertare che diversi utenti stanno scartando il servizio postale e si stanno rivolgendo ad altri vettori privati con i quali – pare – la consegna dei pacchi viene effettuata puntualmente, senza furti e disagi per i cittadini. Dalla direzione provinciale delle Poste Italiane di Agrigento ci è stato comunicato che, in attesa dello svolgersi delle indagini, “gli utenti presentando, in qualsiasi ufficio postale, lettera di reclamo possono ottenere il rimborso variante secondo il tipo di spedizione e tipo di disservizio. Il cliente può accedere pure alla conciliazione”.