Sono a rischio allagamenti e frane nella metà dei comuni della provincia di Agrigento. Le ultime copiose precipitazioni atmosferiche stanno mettendo a dura prova città e territorio dove si sono già registrati allagamenti di acqua piovana, straripamento dei fiumi e pericolose frane che mettono a rischio l’incolumità dei cittadini. Lo sostiene Emanuele Siragusa, già presidente provinciale e regionale dell’Ordine dei Geologi di Sicilia, già sindaco di Ribera, il quale lancia un pressante allarme sul dissesto idrogeologico dell’Isola dove i comuni siciliani a rischio crollo ed esondazione sono ben 273 e dove la provincia di Agrigento ha la più alta percentuale (79 per cento), assieme alla provincia di Trapani, dopo le province di Caltanissetta (86 %) e di Messina (84 %).
Il professionista riberese sostiene che in provincia di Agrigento, oltre al capoluogo, sono almeno venti i paesi che presentano tutt’oggi abitazioni costruite in aree a rischio o con versanti urbanizzati in situazione di palese dissesto idrogeologico. “Tra i centri abitati – afferma Emanuele Siragusa – con quartieri piuttosto precari viene da ricordare Porto Empedocle, Sciacca, Caltabellotta, Bivona, Cianciana, Cammarata, Ravanusa, Santo Stefano Quisquina, Montallegro, Aragona, Racalmuto e Raffadali. Al pari dei quartieri dissestati, sono anche diffuse le aree soggette ad allagamenti e alluvioni. Facciamo riferimento alla fasce golenali prossime al fiume Salso, a Licata, e al fiume Platani, al confine dei territori di Ribera e di Cattolica Eraclea. Nei fatti, ogni due o tre anni le acque di entrambi questi fiumi esondano, distruggendo gli impianti e le produzioni agricole con danni elevati alle economie di quelle paghe”.
Basta dare uno sguardo alla situazione di questi giorni, agli straripamenti del Salso e del Platani i quali hanno toccato rispettivamente alcuni complessi residenziali a Licata e la pregiata agricoltura in territorio di Ribera, alla casa crollata in pieno centro a Raffadali e alle vittime di qualche anno fa di Favara.
La situazione agrigentina non è molto dissimile da quella siciliana dove il 90 % della municipalità ha abitazioni localizzate in zone golenali, negli alvei dei fiumi o in aree a rischio frana, dove il 54 % presenta interi rioni a rischio e dove nel 29 % dei casi nelle aree a rischio sono presenti strutture sensibili come scuole e ospedali. Sui fiumi agrigentini – conclude Siragusa – mancano gli argini, i terrapieni e le opere idrauliche mirate a contenere le piogge torrenziali e le criticità idrogeologiche.






