Sant’Angelo Muxaro: Una strada vitale per una decina di comuni dei Monti Sicani

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“La strada statale è di importanza vitale per le popolazioni dei comuni dei Monti Sicani. Aspettiamo la fine dei lavori, ma è chiaro non non si dovrà trattare di un’opera a puntate, di cui non si conosce la fine. I cittadini, e noi stessi, dobbiamo essere le sentinelle del territorio ad avere cura della manutenzione ordinaria del nostro ambiente urbano. I beni comuni vanno difesi da tutti”.

Queste le toccanti parole dell’arcivescovo di Agrigento Alessandro Damiano pronunciate ieri pomeriggio, sotto un sole cocente, davanti a cittadini, amministratori, parroci, clero e associaziazioni che hanno partecipato al sit-in sulla strada statale 118 che, chiusa dallo scorso febbraio al traffico veicolare per una frana di un buon centinaio di metri del nastro di asfalto, sta mettendo in seria difficoltà cittadini, studenti ed anziani, viaggiatori e commercianti che si devono recare da un paese all’altro e soprattutto dai Monti Sicani al capoluogo agrigentino, su arterie non sempre percorribili e in regime di sicurezza.

Lo scopo dell’incontro, caldeggiato dall’arciprete di Cianciana don Emanuele Casola e da tutti i parroci di una decina di paesi sparsi sulle colline, è stato quello di sollecitare l’impresa appaltatrice e soprattutto l’Anas ad accelerare i lavori di rifacimento dell’arteria stradale, interessata da una frana al km 113 + 100 della 118, appena subito dopo il ponte sul fiume Platani. Ci si aspettava più gente, ma gli amministratori comunali, i sindaci, i preti, i sindacati, il cartello sociale di Agrigento, relativamente ai centri di Alessandria della Rocca, Cianciana, Bivona, Santo Stefano Quisquina, San Biagio Platani, Sant’Angelo Muxaro e Raffadali c’erano tutti.

Prima dell’arcivescovo Alessandro e di don Mario Sorce, il sindaco di Cianciana Francesco Martorana ha fatto il punto della situazione, dalla frana di febbraio al progetto e all’inizio dei lavori. Sono state lamentatele difficoltà dei cittadini che hanno detto che, per recarsi ad Agrigento, i viaggiatori che utilizzano il pullman devono fare 4 ore di viaggio, percorrendo con i mezzi pubblici strade alternative su arterie provinciali che lasciano a desiderare come la Cianciana-Ribera e la Cianciana-Cattolica Eraclea, quest’ultima chiusa al transito da oltre un decennio.

Le previsioni non lasciano sperare bene perché i lavori di ultimazione dell’opera, finanziata per 1.266.209 euro, sono stati consegnati il 4 marzo scorso e dovranno concludersi entro 330 giorni, come spiega la tabella esplicativa posta davanti al cantiere dove si è svolta la manifestazione di sensibilizzazione. Tra gli interventi, il più sferzante è stato l’appello di don Emanuele Casola, parroco di Cianciana, quando ha fatto più volte riferimento al compito dell’assolvere il bene comune a cui sono chiamate le istituzioni che devono pensare meno agli interessi personali che cozzano prepotentemente con quelli della comunità.