I 230 lavoratori agrigentini del consorzio di bonifica AG 3, riuniti ieri mattina, in assemblea presso la sede consortile periferica riberese, hanno ribadito lo stato di agitazione della categoria a tempo indeterminato senza stipendio da due mesi (marzo è stato pagato da pochi giorni) e senza indennità accessorie e chilometriche per quanti sono costretti a viaggiare per raggiungere le sedi di lavoro. I lavoratori a tempo determinato sono stati pagati fino ad aprile. L’assemblea era stata promossa dalle organizzazioni sindacali della Flai Cgil, della Fai Cisl e della Filbi Uil che da mesi lamentano il diritto fondamentale della retribuzione per i lavoratori che non hanno perfino i soldi del carburatore delle loro auto.
Nel corso degli interventi del personale, che con coraggio mantiene l’attività di servizio per garantire l’irrigazione dei frutteti da poco cominciata, si è tornati a parlare di sciopero e anche dell’apertura di una vertenza con l’assessorato regionale all’Agricoltura, sollecitandolo ad assumersi le responsabilità istituzionali. Se i lavoratori non riceveranno adeguate risposte, è stato annunciato uno stato di agitazione permanente, con il proposito di allargare le lamentele per i gravi disagi quotidiani anche ai dipendenti delle altre sedi periferiche come quelle di Cammarata, Naro, Sambuca di Sicilia, Menfi, le cui famiglie sono state lasciate in una condizione di assoluta precarietà economica.
I tre sindacati agrigentini hanno concordato e annunciato la redazione di un documento unitario in cui esporranno le rivendicazioni di tutto il personale.





